Il forum dei Drow, dei Vampiri e delle creature dell'oscurità
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 Oggetto del messaggio: DEFINIZIONE DI VAMPIRO
MessaggioInviato: lun ott 18, 2004 22:08 
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La definizione classica del vampiro è quella che lo identifica nello spirito di una persona defunta o nel suo cadavere, rianimato dal proprio spirito o da un demone, ritornato per tormentare l'esistenza dei vivi, privandoli del proprio sangue o di un qualche loro organo essenziale, per aumentare la propria vitalità. Questo contribuisce a formare un aspetto particolare della credenza, secondo cui, gli spettri o gli spiriti, mandati da streghe e stregoni, possono arrecare danni alle persone vive in vari modi, o causare loro malattie e morte.

Nella tradizione popolare, il vampiro è molto spesso colui che è morto prematuramente, in maniera violenta, o la cui vita ultraterrena è infelice, streghe e stregoni, lupi mannari, eretici, progenie illegittima di genitori a loro volta bastardi, chiunque sia stato ucciso da un vampiro e altri reietti. Il sangue, ritenuto sede e veicolo di vita, assume il valore sacrale di prolungamento della vita stessa: per questo motivo si pensava che gli spettri o i vampiri si affannassero a procurarselo, come ci viene attestato dal noto episodio omerico in cui Ulisse sacrifica pecore alle ombre dei morti, che deve tenere lontano con la spada, per non farle avvicinare al sangue prima di aver interrogato Tiresia: «E quando con voti e con suppliche le stirpi dei morti ebbi invocato, prendendo le bestie tagliai loro la gola sopra la fossa: scorreva sangue nero fumante. S'affollarono fuori dall'Erebo l'anime dei travolti da morte... ma io, la spada affilata dalla coscia sguainando, sedevo e non lasciavo le teste esangui dei morti avvicinarsi al sangue, prima che interrogassi Tiresia».

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MessaggioInviato: lun ott 18, 2004 22:24 
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CHE COS'E' il VAMPIRO

Un Vampiro è semplicemente una persona morta che possiede la facoltà di muoversi e agire come se fosse viva. Ciò è possibile grazie all'intervento delle Forze del Male che hanno ridato vita al suo corpo morto. Non una vera vita, beninteso, ma una sorta di pseudo-vita. Di conseguenza, sebbene il Vampiro sia di fatto una persona morta, la morte non è totale, e il suo corpo può continuare a esistere eternamente senza decomporsi fintantoché tale pseudo-vita continui ad animarlo. La pseudo-vita è garantita al Vampiro dalle Forze del Male, sicché anche lui è essenzialmente e immutabilmente una creatura maligna. Può pensare e agire come nella vita normale, e possiede una forza fisica immensamente superiore a quella di cui godeva quando era vivo, però i suoi pensieri e le sue azioni sono tutti inevitabilmente dominati dalla malvagità. Inoltre, come quasi tutte le creature e le Forze del Male, il Vampiro è fortissimo di notte ed estremamente debole durante il giorno. La sua pseudo-vita è così debole di giorno che dall'alba al tramonto il Vampiro è costretto a giacere immobile nella bara come se fosse realmente morto. Ma, col sopraggiungere della notte, la pseudo-vita del Vampiro acquista uno spaventoso vigore, ed egli può aggirarsi nell'oscurità e dare inizio alla sua turpe caccia. Per sostenere la pseudo-vita che attiva il suo corpo morto, il Vampiro deve cibarsi del sangue di individui vivi. E così, di notte, visita i vivi, cominciando di solito con coloro che gli sono stati più vicini nella vita, e con i suoi denti aguzzi li punge in un punto preciso della gola e succhia il loro sangue. Il Vampiro continua a visitare la sua vittima finché questa non muore. Una volta morta, la vittima diventa essa stessa un Vampiro, e il suo corpo morto si anima della stessa malefica pseudo-vita. Ciò accade perché il passaggio del sangue vitale della vittima nelle vene del Vampiro crea tra loro un vincolo malefico che determinerà la trasformazione della vittima in Vampiro al momento della sua morte, a meno che colui che l'ha vampirizzata non sia morto prima d'allora. Il neo Vampiro dovrà procurarsi le sue vittime, che, a loro volta, diverranno Vampiri quando moriranno. E, in questo modo, il turpe cerchio del Male si allarga all'infinito se quelle maligne creature non vengono distrutte.

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MessaggioInviato: lun ott 18, 2004 22:27 
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NOTA PERSONALE

Nonostante indubbiamente il Vampiro è un essere oscuro, e dunque ascrivibile dall'esigenza tipicamente umana alla catalogazione, all'area inevitabilmente "malvagia", lo ritengo figura molto più poliedrica, psicologicamente frammentata e lacerata da un dissidio insanabile.
Definirlo "semplicemente malvagio" è, ritengo, frutto di superficialità

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MessaggioInviato: ven apr 29, 2005 14:46 
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Signori

io vi chiedo la parola e quindi domando:

1) un vampiro deve essere necessariamente un morto che conduce una semi-vita? In che senso, esattamente?
Il concetto di morte potrebbe non essere necessariamente avvenuto con la fine della vita umana?
Molte persone sono morte nell'anima anche se respirano ancora e continuano la loro esistenza, che in tal modo diviene una semi-vita.

2) Siccome lo stesso MasterMind è perplesso su tale punto mi chiedo se necessariamente debba essere il vampiro "figlio" del Male o se invece non ne è una sua "vittima" (come tutti i seguaci del Male).
E se così fosse non potrebbe egli stesso, condannato al vampirismo, combattere lo stesso male causa del suo dolore?
Non potrebbe essere dunque il vampiro non "figlio della notte" ma "paladino dell'alba"?

3) Il vampiro deve necessariamente nutrirsi del sangue delle sue vittime umane? E condannare anche costoro alla sua "semi-vita"? Non può nutrirsi di altro sangue? Di altra vita? Non vive l'essere umano di solo cibo e dunque il vampiro? Non ha altro scopo o ideale che lo tenga in questo mondo, come uno spettro che reclama vendetta?


Alla luce di queste domande dunque: non può esistere un'altra razza di vampiri?

Attendo

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Principe Nero


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MessaggioInviato: ven apr 29, 2005 15:48 
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A proposito del"combattere" la propria natura vampirica, mi ha colpito molto, leggendo il clan book dei Lasombra, un breve racconto di una vampira Lasombra che a un certo punto, nn potento più accettare la propria condizione, si lega in attesa dell'alba.

C'è questa dimensione di "tormento" (almeno nel gioco di vampiri) per la propria natura, per nn essere + umani ma una sorta di "belve" che si nutrono di sangue come qualsiasi predatore farebbe per sopravvivere, c'è la paura di perdere un ultimo briciolo di umanità, la speranza di ascendere nella via humanitas e tornare ad essere quasi umani ed altro (che ora nn ricordo :? ), c'è un sentiero per esempio nel quale il vampiro è convinto che se subirà la morte ultima tornerà umano.

Questo discorso è molto, molto interessante.


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MessaggioInviato: ven apr 29, 2005 16:34 
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Interressante questione davvero....

Il desiderio di Morte (il celebre Thanatos) che prova colui (o colei) che è dannato(a) è insito del vampiro, dunque.
Ma se la Morte è riposo (pace) il vampiro quindi, non potendo trovare pace (giacchè dannato), non muore in effetti, ma continua a condurre una semi-vita (perchè in ogni caso egli ha compiuto il trapasso dalla vita).

Tale questione torna a riallacciarsi alle mie domande-ipotesi sulla specie del "semi-vampiro", con le caratteristiche di cui dicevo prima.

Dunque:

1) Potrebbe questo vampiro non essere morto ma essere un umano semi-morto (nell'anima, nel cuore)?

2) Potrebbe questo vampiro non seguire il male, ma combatterlo?
(Sarebbe così l'apoteosi del suo conflitto interno: egli generato dal male e suo nemico mortale)

3) Potrebbe questo vampiro non nutrirsi di umani e del loro sangue ma di altro? (In fondo la sua natura è continuare a sopravvivere proprio perchè dannato, ma perchè nemico del male, non vorrebbe rinnovarlo facendone)

Perchè se così fosse io avrei compreso la natura che si cela in me stesso.

Attendo il Sapere da Colui che Conosce la Via.

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Principe Nero


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MessaggioInviato: ven apr 29, 2005 17:30 
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Orbene Figlio il concetto di Semi Vampiro da te enucleato mi intriga e ben merita una riflessione, nonchè un approfondimento.

Il Vampiro nella sua conccezione classica è un essere tormentato e lacerato, profondamente scisso: predatore ma perdente, eterno ma insoddisfatto, malvagio ma solo, vivo eppure morto.
Si nutre di Sangue, vive di notte, teme l'acqua santa i paletti e tutto il bagaglio chela tradizione ci ha ben insegnato a conoscere.
Il Vampiro è un essere sovrannaturale, materializza le nostre paure, risponde all'ignoranza nei confronti di particolari malattie o credenze, oppure soddisfa la nostra esigenza di mito, nutre i nostri sogni oscuri, risponde al nostro terrore di una morte cieca che ponga fine a tutto.

Il Vampiro è tutto questo, e molto di più.

A questo punto sta a noi prelevare dal Vampiro ciò che più da lui desideriamo, lui è li per noi, paziente, in attesa...

Desideriamo rubargli il vestiario oscuro?
Appreziamo i suoi modi affascinanti e seducenti?
Amiamo perderci nel mondo in cui si muove silenzioso?
Bramiamo il suo tormento solitario?
Godiamo del sogno della sua immortalità?
Ardiamo suggere l'essenza dell'altrui vita per dissetarci con tale fiamma?
Illudiamo noi stessi di essere freddi ed insensibili come lui?

Bene, se è così, tutti noi, per quanto poco, per quanto inconsciamente siamo "semi vampiri", dobbiamo al Vampiro un tributo e lo ricambiamo rendendolo oggetto del nostro interesse, donandogli quale eterno compagno l'unica cosa che possa desiderare e di cui ha bisogno:

il calore dei nostri desideri e la compagnia del nostro interesse per lui

Questa è la mia unica interpretazione possibile

Omaggi Oscuri

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Ultima modifica di MasterMind il ven apr 29, 2005 17:46, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven apr 29, 2005 17:40 
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Iscritto il: ven apr 22, 2005 12:09
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Ho dunque compreso.

Esistono tanti semi-vampiri per quanto del vampiro ognuno ne prende una parte o molte parti o tutte...

Rifletterò a lungo, stanotte, seduto nel buio, sulle parole che ho letto....

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Principe Nero


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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 01:54 
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Iscritto il: lun lug 16, 2007 17:08
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Principe Nero ha scritto:
Esistono tanti semi-vampiri
Si, ne esistono, e molti + di quelli che si pensi. Il problema è che si vive in un mondo dove ci sono grandi forme di incredulità come quella che per sue ragioni ostenta mastermind. Il semi-vampiro come lo definisci tu (quindi nn è un HLV) è un problema unicamente psicologico. Colui che crede di essere un sopravvissuto ad uno sterminio della sua razza e ne fa una ragione di vita (si fa per dire). Nn esistono molti tipi di vampiri, solo 3, uno è il classico Vampiro come da tutti viene inteso. Cioè quello che...muore la sua anima ma nn il suo corpo. Poi ci sono i semi-Vampiri, coloro che come ho già detto sono una specie psichica. Poi, infine, ci sono gli HLV (cioè io), persone normali che bevono sangue, trovandone grandi vantaggi saprattutto a livello fisico.
Posta pure e io ti seguirò uomo.

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 Oggetto del messaggio: Re: DEFINIZIONE DI VAMPIRO
MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 11:08 
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Iscritto il: mer mar 24, 2004 14:59
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Questo post è talmente vecchio che, credo, il suddetto Principe Nero (version one) chissà dove sarà andato a finire.
Cmq tanto per bagnarmi nel suono delle mie parole, posto che la precisazione servirà credo non altro che a questo, io non "ostento incredulità", piuttosto "ribadisco una ovvietà".

Il Vampiro o semi-Vampiro, o Vampiro e 3/4 o 5/8, intesi nella loro natura di esseri NON MORTI, magici e maledetti (nonostante li ami, li studi e mi piacerebbe che un domani uno di essi venisse a bussare alla mia porta dicendo "hei, skerzetto, esistiamo, ora sono cavoli tuoi") semplicemente (ahimè se volete) non esistono

Detto questo, come ho avuto modo di postare anche altrove, la categoria dei Vampiri Psichici attiene evidentemente ad un archetipo psicologico proprio della poliedrica natura umana. Vale a dire: esistono i serial killer, i Gelatai, i Cattolici Estremisti, non possono esistere anche i Vampiri Psichici? Certo che sì

Ma, amico F.d.S., un conto è che io mi metta la stessa canotta e le stesse scarpe del grande Michael Jordan e mi lanci su un campetto da playground con la palla arancione in mano, un altro è che io sia Michael Jordan; un conto è giocare ad essere Michael, un conto è diventarlo per davvero per il solo fatto di giocare (o VOLERE!) essere lui... non so se mi spiego

Ora, tu bevi sangue (non lo metto in dubbio), hai per certo una personalità complessa e poliedrica (altro dato di fatto che emerge solo infinitesimalmente da quanto scrivi, posto che c'è molto di più: indubbio), arrivi a "sentirti" e ad "identificarti" con qualcosa di altro e di diverso (se non ulteriore) rispetto ad un semplice essere umano (legittimo: anche un religioso si sente qualcosa di più e di oltre rispetto alla massa di esseri umani, ma solo alcuni cedono alla tentazione di definirsi qualcosa di Ontologicamente diverso: definendosi "santoni", "guaritori" "miracolati" e via discorrendo. Per altri tale "diversità" è spirituale o sociale o etica...)

Ora, tutto ciò pemesso e più o meno pacifico, da qui al definirti VAMPIRO o SEMI-VAMPIRO nell'accezione "fisico-esoterica" che detti termini implicano, bhè, è su questo che "ostento, e di molto, il mio scetticismo".
Il fatto poi che tu "tragga grandi benefici" dal bere il sangue non lo NEGO: esistono fior fiore di studi che dimostrano che Placebi e Convincimenti Psicologici Vari hanno/possono avere, devastanti effetti ANCHE sul piano fisico, quini non vedo perchè questo fatto del "bere sangue" (magari fattispecie più colorita o strana o macabra di altre, a secondoa di chi valuta) dovrebbe sfuggire a tale regola del magico affare spugnoso che abbiamo dentro al cranio: il cervello.

Altro non aggiungo, sennò annoio.

In conclusione, cmq, dato che il post del Princpe Nero tendeva a chiedere LUMI sui SEMI-VAMPIRI nella loro concezione non psichica, ma reale, ecco che la mia risposta era calibrata in tal senso.

Senza alcuna intenzione di offendere o irridere, ma con il serio piacere di affrontare una questione così affascinante con qualcuno che la pensa (e vive e sente) diversamente da me, ti saluto F.d.S., sempre lieto di approfondire nel dialogo quelle "zone d'ombra" che la mia limitata esperienza evidentemente non miconsente di rischiarare

:mastermind:

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 Oggetto del messaggio: Re: DEFINIZIONE DI VAMPIRO
MessaggioInviato: sab mar 01, 2008 23:20 
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Iscritto il: lun lug 16, 2007 17:08
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MasterMind ha scritto:

Questo post è talmente vecchio che, credo, il suddetto Principe Nero (version one) chissà dove sarà andato a finire.
Cmq tanto per bagnarmi nel suono delle mie parole, posto che la precisazione servirà credo non altro che a questo, io non "ostento incredulità", piuttosto "ribadisco una ovvietà", etc....


Ti ringrazio di queste parole, sono davvero esaurienti. Sembri un libro quando parli. Addirittura mi vengono dei dubbi sul fatto che sia tu a dirle, senza offese ovviamente. La frase che ho evidenziato è solo per farti capire che quello che dici (giusto da un lato), esce dalla bocca di una persona che nn sa. Sai bene meglio di me che i Vampiri nn esistono (se tu intendi il Vampiro che si vede al cinema), ma come puoi essere così sicuro che altri tipi di Vampiri nn esistono? Li hai mai cercati? E quando dico cercati, intendo come ho fatto io nei miei viaggi. Vedi amico mio, quello che ho visto nella mia vita, lo sto postando nell'altro topic, che anche tu come gli altri stai leggendo (almeno spero), ma li sto raccontando le mie avventure, belle e meravigliose da una parte, misteriose e alla volte strane da un'altra. Ma in fondo anche tu come tutti gli altri, che ne sai di come si beve, di cosa si fa durante i riti...che ne sai dei Vampiri di oggi. Parlate solo per sentito dire. Avrò occasione di parlarti anche di questo + nel dettaglio, per intanto ti porgo i miei saluti MM.

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 Oggetto del messaggio: Re: DEFINIZIONE DI VAMPIRO
MessaggioInviato: mer mar 05, 2008 13:11 
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prescindendo dal fatto (scontato mi auguro) che a scrivere sono io, dato che non ho bisogno di saccheggiare da alcun volume il mio pensiero, da un tipo "che sa" o che dice di sapere, sei un pizzico troppo veloce a liquidarmi quale pagano o ignorante in merito, stornando (tra parentesi molto comodamente) l'attenzione dal tema sollevato e dall'argomento.

Diciamo che io combatto ogni forma di estremismo contro cui mi imbatto e con cui mi sono trovato a confrontarmi, posto che, nei lati estremi dell'anima si annida SEMPRE l'isteria, la cecità e la chiusura mentale, andando esse a scomparire e a confondersi in un unica matrice (qualunque detti lati siano e da qualunque punto di partenza essi pretendano di partire)

Ora, quanto al fatto che non posso capire, che non capiremo mai, che non so come "si beve" che il mistero è troppo misterioso da poter essere rilevato (ed in tal senso le tue belle storie -che come tali leggo- alla fin fine sono sempe e chissà come mai generiche, vaghe, volutamente reticenti), francamente (e in amicizia) mi viene da sorridere

Io gestisco una sezione come Necropolis, con oscuro sentiero e quant'altro, non perchè mi piace mettere il mantello nero e andare a svolazzare per il corso della mia città a dire "uuuu sono un Vampiro, a me le donne, a me il dark..." come pare tu pensi. Giocherò anche ad un giochino fesso come vampiri certo, ma mi interessa il lato oscuro, l'esoterismo, la psicologia travagliata e divisa del vampiro, il dualismo bene e male, etc... (non stiamo qui a smazzuolarci con elenchi) ben oltre il classico riassuntino scemo online: mi interessa come persona e come studioso e, proprio come tale ho imparato a diffidare (esotericamente parlando eh, non umanamente) da coloro che sbandierano una loro presunta "superiorità ed esperienza" posto che, come anche il più piccolo ed insulso essere che si avvia lungo queste strade sa, di norma va rispettato, temuto e considerato colui che in tali campi tace e lascia intendere, piuttosto che colui che pretende di innalzarsi ad una conoscenza superiore che, a ben vedere, anela a posedere ma di fatto non ha.

Io so poco dei "Vampiri di oggi", può darsi, ma sono contento di saperne poco (seppure è vero, amico F.d.S.) se essere "vampiro oggi" si riduce ad una riflesso sbiadito di clichè e di insicurezza che porta a subire il mondo invece che predarlo e trasformarlo.

Ho invece ben inteso, mio ottimo F.D.S., la natura dei tuoi viaggi e della tua ricerca e, dal basso delle tenebre che ottundono i miei occhi, ti augurerei fortemente di trovarlo un giorno o l'altro, se non avessi la certezza che non è nella tua natura trovare, bensi continuare a cercare, in eterno...

Bella chiacchierata, sempre interessatissimo a scambiare qualche riflessione con te e di leggere di te
Mi raccomando, quanto al post dei Vampiri, carta bianca per aprirlo tu quando/se/ e come vuoi: interessatissimo, obviously

:wink:

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 Oggetto del messaggio: Re: DEFINIZIONE DI VAMPIRO
MessaggioInviato: sab lug 19, 2008 14:18 
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Iscritto il: sab dic 15, 2007 21:14
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Località: Amorosi
Nella mia costante ricerca di nuove tematiche in cui scienza e fantasia possano andare d'accordo(amo entrambe perchè ritengo si completino)mesi fa ho finalmente dimostrato con trionfo a tutti i miscredenti della mia classe che i vampiri, come ogni creatura terrena,esistono veramente.Mi ci sono voluti altrettanti mesi di ricerca per completare la mia tesi, e adesso intendo illustrarla,sperando sia apprezzata.I vampiri sono sia non-morti maledetti sia mortali malati.La loro malattia si chiama porfiria.Rara, è una malattia genetica del sangue, precisamente colpisce le 8 reazioni che servono alla fabbricazione del gruppo EME,e nuoce gravemente alla pelle e al fegato.Di questa malattia esistono varie forme, che non sto ad elencare,e molte colpiscono il sistema nervoso e il midollo osseo con risultati disastrosi.Passo subito ai sintomi:pelle fotosensibile e pallidissima(tipo alla Edward Cullen),magrezza pronunciata,tessuti disidratati e raggrinziti(per questo unghie e soprattutto denti presentano una lunghezza eccessiva),in alcuni casi disturbi nevrotici che portano all'aggressività e spesso all'epilessia,bulbi oculari sporgenti e iniettati di sangue(iride scuro per via della pupilla molto ingrandita in assenza di luce),perdita di capelli e pelle ed elevata fragilità ossea,ipersensibilità ad odori(specie quelli particolarmente forti)e suoni. Li riconoscete?I classici sintomi del "vampirismo". C'è anche il carattere distintivo del vampiro per eccellenza, ovvero il bere sangue. La porfiria si diffuse inizialmente come malattia infettiva già ai tempi delle prime civiltà indo-europee e del vicino oriente.Si hanno infatti notizie di persone affette da questi sintomi, ed indicate come vampiri, nell'antico Egitto e presso il popolo ebraico.Anche i Mongoli conoscevano questa malattia, così come gli Unni e altri popoli barbari insediatisi ad est dell'europa.Proliferava la dove vi erano battaglie che coinvolgevano gente povera e debilitata, malnutrita e soprattutto affamata.Quale alimento è più ricco e completo del sangue?Codeste persone, afflitte non solo dalla guerra ma anche dalle carestie, come rimedio alla fame usavano bere il sangue.Così si ebbe il contagio, e la porfiria si trasmise geneticamente, oltre che tramite morsi(saliva)e contatto col sangue.Ma i poveri non erano gli unici a bere sangue.Anche le classi dirigenti lo facevano, come era previsto da riti magici praticati per far risorgere i morti e per infodere coraggio ai soldati(li si costringeva a bere sangue umano per incattivirli).La possessione da parte di spiriti non è certo una fandonia, come sostengono alcuni.Oggi,anche nell'ambito religioso, ne abbiamo avuti troppi esempi per poterli ignorare.Malattia e possessione demoniaca si fusero,e nacquero i vampiri.Indubbiamente quelli che erano posseduti disponevano di una durata di vita legata alla volontà dello spirito che li comandava, o di colui che aveva invocato la magia, mentre quelli affetti solo dalla malattia...beh, non avevano vita poi tanto lunga.E gli toccava vivere come reietti dalla società, banditi per sempre dal mondo civile...e da quello solare. Si che erano chiamati popolo delle tenebre!
Per chi ne volesse sapere di più sulla magia del sangue, c'è un libro intitolato La taumaturgia del sangue(non mi ricordo l'autore).

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Mariateresa Cermola


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 Oggetto del messaggio: Re: DEFINIZIONE DI VAMPIRO
MessaggioInviato: mer lug 30, 2008 22:29 
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il tema si lega alla "natura degli elfi" di cui il topic su "MITI & LEGGENDE"
come scritto lì, un'ipotesi molto affascinante e tutt'altro che peregrina, affrontata con rigore scientifico da molti studiosi nel corso della evoluzione culturale umana

Plaudo sempre a chi si chiede il perchè delle cose e dimostra di usare il cervello in modo critico :ok:

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