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Qui potrete scrivere le vostre poesie o i vostri poemi epici che magari abbiano come protagonista (o antagonista) un elfo scuro o un vampiro. "L'arme, gli eroi, e i drow io canto..." ^_^
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Polly

sab gen 15, 2011 01:10

Polly è un racconto leggero e spensierato che scrissi di getto l'anno scorso: oltre a questo ci sarebbero altri due brevi episodi che tuttavia non ho mai finito di scrivere perchè mi ero dimenticata della loro esistenza.
Il pappagallo bianco di nome Polly, prima di dimorare a casa mia è passato di proprietario in proprietario per ragioni a me poco chiare. Prima che lo prendessi sotto la mia custodia apparteneva a due ragazzini che volevano sbarazzarsene, e vedendomi passeggiare casualmente per la campagna nella quale lo stavano liberando, me lo regalarono assieme a tutta la gabbia. Il motivo per cui non vollero più tenerlo a quanto mi accennarono, dipendeva dal fatto che la bestia nel cuore della notte non li faceva dormire in santa pace mettendosi a fare un gran casino. Prima di loro mi dissero che apparteneva ad un vecchio negoziante, il quale lo aveva acquistato da un metallaro che si suppone fosse il primo proprietario del volatile.
Con me Polly fu sempre tranquillissimo, un tipo di poche parole.
Episodio 1: Spontaneità
I pappagalli non sanno il significato delle frasi che pronunciano, le ripetono a pappagallo e basta. La mia casa era di piccole dimensioni: vi era solo il bagno, la cucina, un salottino e la camera da letto; ma per me solo bastava.
Tenevo Polly nel salotto dove mangiavo, leggevo, scrivevo e trascorrevo in pratica la maggior parte della giornata. Mi stavo impegnando a fargli dimenticare le frasi stupide che aveva appreso dai suoi precedenti proprietari, come ad esempio: “Vale solo 5 euro e 90 centesimi!” oppure “Manowar kill” o ancora “Sei una puttana!” L’unica fortuna è che il volatile pronunciava le frasi di rado essendo in genere silenzioso.
Durante le giornate ripetei apposta molte volte “sei bellissima,” e alla fine lui imparò a dirlo. Ero tutto felice: per una settimana Polly diceva tutti i giorni soltanto “Sei bellissima.” E non è tutto: lavorando all’addestramento del mio animale gli insegnai a pronunciare quella frase ad un mio preciso comando della mano; un semplice gesto dell’indice nella sua direzione e lui subito diceva: “Sei bellissima.”
Ora non dovevo più avere il timore di invitare Patrizia a casa mia! Ella era un impiegata dalla carnagione scura che lavorava nel mio stesso ufficio e che da molto tempo avevo desiderato invitare a cena, ma il timore che il pappagallo potesse farmi fare una figuraccia pronunciando qualche frase oscena davanti a lei mi fece desistere da questo proposito.
Quella sera preparai un pasto coi fiocchi, al suo arrivo accolsi Patrizia in modo squisitamente romantico e la feci sentire del tutto a suo agio.
Eccola rilassata e sorridente che gustava il dessert: non c’era momento migliore! Mentre Patrizia guardava altrove, con un gesto solenne dell’indice che avrebbe fatto invidia allo stesso imperatore Giustiniano impartii il comando al mio uccello! (No, per favore non fraintendete…)
Polly con voce squillante disse: “Sei bellissima” e gli occhi di lei si illuminarono radiosi, mentre un sorriso di enorme soddisfazione si dipingeva sulle mie labbra; tanto duro addestramento era stato coronato dal successo. “Oh, Luigi.” (si, mi chiamo così)
“E’ stata una serata magnifica.” A tal punto si avvicinò per baciarmi, e socchiudendo gli occhi aspettai di sentire le sue labbra sfiorare le mie… “Sei una puttana!”
Patrizia si ritrasse di colpo e imbianchì nel sentire quella voce squillante ed accusatoria, mentre io guardavo la gabbia del pappagallo incazzato nero.
Cercai dunque di limitare i danni: “No Patrizia, ascolta: Polly non l’ha detto apposta.” Poi mi rivolsi al pappagallo (non l’avessi mai fatto): “Polly, Patrizia è una brava ragazza non è vero?”
“Vale solo 5 euro e 90 centesimi!” La prontezza della risposta fu disarmante.
Ah, è così!?” Dopodiché Patrizia prese la sua giacca e se ne andò senza neanche salutarmi (si, quando è uscita ha sbattuto pure la porta.)
Da quel giorno a lavoro non mi rivolse la parola per più di un mese, ed anche tutti gli altri miei colleghi sembravano evitarmi, lanciandomi delle velate occhiate dispregiative.
Ma dico io: posso essere colpevole delle cose che và dicendo un pappagallo? Lo sanno tutti che i pappagalli ripetono le parole senza saperne il significato. Lo sanno tutti che…
FINE

Re: Polly

sab gen 15, 2011 01:20

carina... non credevo che ti cimentassi anche in storie "leggere"

... Comunque io conosco una che si chiama Patrizia, e devo dire che il pappagallo ha ragione! :twisted:

Re: Polly

sab gen 15, 2011 05:11

caronte ha scritto:non credevo che ti cimentassi anche in storie "leggere."

Diciamo che in passato mi è capitato di "scrivere qualcosa tanto per;" in genere però i miei racconti sono di tutt'altro spessore.
Se ti dovessero interessare altre storie umoristiche leggere, L’accordo è più divertente (e scritto meglio) rispetto a Polly.

Bene, si è fatto tardi, ho mal di testa come al solito, e mi viene voglia di un piccolo delirio che non c’entra nulla col topic (lo metterò sotto spoiler, confidando che rimanga estraneo ai commenti).
Spoiler: Visualizza

Re: Polly

sab gen 15, 2011 14:38

Oggi, credo, leggerò il "raccontino", intanto posso dirti che il testo sotto spoiler è interessante ma non dico niente più in merito =)

Re: Polly

dom gen 16, 2011 12:50

Caruccio come racconto ^^
Divertente la fine, come se non ci fossero comunque scuse per lui =)

Spoiler: Visualizza

Re: Polly

mer giu 15, 2011 19:29

Mi è piaciuta molto, mi ricorda gli scritti di Svevo.

Perfettamente accostati i commenti tra le parentesi, che ispirano nel lettore l'idea di un brano ripreso da un diario.

Complimenti.
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