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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto maschio/femmina
MessaggioInviato: mer set 29, 2010 13:43 
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Doom, non ho capito... hai scartato i libri senza averli ancora letti?

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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto maschio/femmina
MessaggioInviato: mer ott 06, 2010 12:03 
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Non li ho letti e quindi non posso scartarli. In verità tempo fa ho letto il preview gratuito (non ha nulla a che vedere con il discorso qui :evil:) e onestamente l'ho trovato orrendo e mi ha invogliato a non leggerli. WOTSQ volumi 4.5.6 hanno sortito lo stesso effetto e li ho scartati (Eilistraee in versione sciaquetta idiota... o ipocrita non l'ho gradita), ho tenuto solo i primi tre che ritengo di gran lunga i migliori e paradossalmente parlano quasi del tutto di Lolth :drow: (che non appare mai, paradossalmente :twisted:) e dei suoi fedeli.
Il no-comment era riferito al post di Ravenard.
Semplicemente ragionavo sul tema confrontando quanto appare sul tuo post con le idee che ho tratto da altre fonti che trattano del medesimo argomento. In tale prospettiva un simile rapporto maschio-femmina mi appare plausibile in alcuni casi in luoghi determinati e in altri lo eliminerei tranquillamente del tutto senza snaturare il culto in questione ^^. In sintesi non mi appare per nulla credibile estendere un simile rapporto maschio-femmina come una costante in qualche modo intrinseca al culto, solo come una realtà presente in alcuni gruppi di suoi fedeli e comunque destinata a scomparire nel tempo. Del resto cambierebbero gli stessi concetti di "autorità", "potere" o "comando" (che non sono la stessa cosa) e i loro limiti... una matrona madre lolthita ha entrambi in entrambi i ruoli che ricopre, religioso e familiare, e ha potere assoluto all'interno della sua casa, vita o morte dei suoi sottoposti. In alcuni casi la religione e la famiglia si intrecciano e in altri sono divisi a seconda del capriccio di Lolth. Le matrone madri sono al tempo stesso chieriche e capifamiglia, le zedriniset possono essere semplici chieriche di qualsiasi rango. I tre criteri che assicurano i ranghi all'interno di una qualsiasi società Lolthita sono il merito, la sorte e, nel caso delle religiose, il volere di Lolth.
una chierica di Eilistraee può avere autorità in virtù del fatto di essere una rappresentante della divinità e la cosa termina qui dal momento che solitamente il potere viene loro concordato... e non dalla dea, per il resto la ragione della loro fede è il vivere in comunità dove ognuno ha il suo spazio e la possibilità di dire (e fare altrettanto) con rituali liberi ugualmente sacri e dove spesso si ha la possibilità reale di accogliere anche individui che hanno altri dei. Il solo credere che un rituale riservato alle chieriche (non alle femmine) sia "più importante" o "più sacro" non ha nessun significato se non che in alcuni gruppi di chieriche ex-lolthite assumano questa posizione e vogliamo assumere il comando (o la guida) della comunità che loro stesse hanno contribuito a creare.

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“E tu lo sai, quello che ho visto aveva di che nauseare ogni dio normalmente costituito. La vostra incompetenza a gestire il mondo è incommensurabile. Mandate in cancrena tutto cio che toccate....ho voluto avvicinarmi agli uomini ma loro sono piccoli....e lo rimarranno eternamente, con i loro nazionalismi, le loro religioni, la loro inattitudine al potere e i loro limiti temporali.... Perche questo è il vostro punto debole.... Non vivete abbastanza per afferrare e misurare il valore delle cose essenziali.... Mea culpa! Noi, gli dei, abbiamo sbagliato!”
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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto maschio/femmina
MessaggioInviato: mer ott 06, 2010 14:40 
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Purtroppo in questi giorni il tempo che ho a disposizione è tiranno e dovrò rispondere in modo molto stringato alla tua interessante dissertazione.
Di fatto hai detto tutto, o quasi.
La gestione del potere per una sacerdotessa di Eilistraee è una faccenda controversa, che offre grandi spunti di approfondimento psicologico, con una sacrosanta battaglia interiore per elevarsi rispetto alle abitudini acquisite per retaggio nella società votata a Lloth.
Nei libri è favoloso questo aspetto.
Come giustamente hai detto, con il tempo certe peculiarità tipicamente lolthite sono destinate a scomparire nelle comunità votate a Eilistraee... ma è proprio questo passaggio il punto veramente interessante e la contraddizione, la lotta interiore che
esse vivono è davvero la parte migliore di questi libri.
E c'è anche un'interessante differenzazione che viene messa in luce: i drow liberati e di conseguenza anche le sacerdotesse che prima hanno vissuto nelle strette maglie della cultura di Lloth, sono sensibilmente diverse da quelle "nate" direttamente all'interno di una società votata a Eilistraee.
Anche questo aspetto è approfondito in modo molto coerente.
In sostanza, leggili e riscontrerai certamente quello che ti aspetti.
Di contro, è tremendamente sbagliato pensare che una società votata a Eilistraee sia molto simile a una società elfica, fondamentalmente tollerante ed equa fino agli estremi.
L'indole drow DEVE esserci comunque e ciò gioca dei contrasti molto interessanti, con passaggi di una profondità apprezzabile e crisi di coscienza, la propria indole messa in discussione, una sorta di prova cui le sacerdotesse si sottopongono costantemente per differenziarsi da quelle di Lloth, che merita un plauso per come è stata trattata.
In pratica, non è tutto "rose e fiori", ma ci sono anche le spine e sono quelle che vivacizzano e rendono credibile il momento di passaggio che viene narrato.

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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto maschio/femmina
MessaggioInviato: sab ott 09, 2010 14:12 
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Credo di essere in disaccordo sul concetto dell'indole drow (o psicologia specifica dei drow), ammesso che di questa si possa parlare. I creatori della razza e i successivi scrittori che hanno dato peso letterario a questa forniscono tutti loro visioni dissimili della stessa cosa.
In sintesi ogni razza ha una caratteristica principale che bene o male si intravede e che comunque è già ben conosciuta e fa parte del comportamento umano, essendo gli autori umani interpretano tutto attraverso la loro umana esperienza a cui, dopo millenni di pensiero filosofico, ancora non si è data una spiegazione univoca. E' stato l'uomo a costruire realtà paragonabili alla loro, ugualmente violente e lontanissime dalla nostra morale attuale. Non per questo cessano di essere umane. Non per questo sono l'unica realtà umana.
L'indole drow è in sostanza il concetto umanissimo di orgoglio personale a cui si accompagna un certo grado di bellicosità che li ha guidati nelle guerre delle corone. Da qui sorge tutto il sistema della religione Lolthita che è una realtà culturale che esercita una pressione fortissima sui singoli di cui in caso si trattasse soltanto di dare concretezza a una psicologia che non ha nulla di "umano" nel nostro senso morale corrente, non ci sarebbe bisogno alcuno e molto di quanto è stato detto su di loro non avrebbe significato e forse ci si stuferebbe di leggere.
In altre parole non esiste una realta drow che non sia prima stata in un aspetto o l'altro anche umana. Riguardo i fedeli di Lolth in questo sta il loro fascino, vedere qualcosa di umano attraverso ciò che per ragioni note cerca di allontanarsi il più possibile e vi riesce quasi in modo perfetto.

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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto maschio/femmina
MessaggioInviato: sab ott 09, 2010 14:57 
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Un tempo l'andare era più pacato. La savana si apriva in una visione di flora e di fauna. Alberi giganti e boschetti ombosi, campi coltivati e distese incolte. Gazzelle, zebre, giraffe, scimmie e branchi di babbuini. Scene di ogni giorno, ora scomparse. L'avanzare della presenza umana ha tolto spazio alla fauna. I grandi parchi nazionali sono stati creati per preservare l'ambiente nel suo stato naturale e per fare del turismo l'alternativa alla caccia.
Nei parchi ho assistito a memorabili scene di animali. Un giorno, mentre si viaggiava in Land Rover, vediamo a distanza un branco di gazzelle insolitamente stanti e immobili. Incuriositi avanziamo con cautela. Le gazzelle erano in cerchio e statuarie, volte tutte su un punto centrale dove un babbuino stava divorando una loro compagna. L'orrenda bestia di tanto in tanto si toglieva la bava di sangue dal muso. La scena durò finche l'animale, sazio, scomparve nella boscaglia lasciando sul posto i resti del pasto. Solo allora le gazzelle ripresero a vagare.
L'altra scena fu del tutto contraria e ci rivelò l'affetto che lega tra loro gli animali. Il caso riguarda una famiglia di leoni. Stavano sdraiati, evidentemente dopo un lauto pasto. Vi era il leone dalla folta criniera, la leonessa e una nidiata di cuccioli. A un certo momento il leone si alza, apre le fauci in uno sbadiglio enorme, poi s'accosta alla femmina, con la zampa destra le fa una carezza d'affetto e ritorna dov'era. Una scena al di là di ogni aspettativa. Tale è l'africa, Al di la di ogni aspettativa. Nel bene e nel male.

Nel nome d'Africa, Bernardo Bernardi.

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 Oggetto del messaggio: Re: Rapporto maschio/femmina
MessaggioInviato: sab ott 09, 2010 15:16 
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Doom... non sei andato un po' fuori tema? (sebbene mi sia piaciuto infine leggere questo stralcio)
Ora, tornando in argomento, se andiamo ad attingere alla filosofia allora tutto può essere vero o falso.
Quello che dici, ossia il fatto che gli autori siano uomini e dunque pensino da uomini, a mio modo di vedere è un gigantesco cancello messo alla fantasia.
Allora tutto ciò che viene creato, anche in ambito fantascientifico, è chiaramente solo 'un'esplorazione dei confini dell'indole -e della fantasia- umana.
Io non mi getterei in queste dissertazioni filosofiche, perché la filosofia ha il brutto vizio di essere tutta valida, e tutta sbagliata al tempo stesso, a seconda del punto di vista da cui si guardano le cose.
Insomma, non esageriamo :wink:

Cercare di caratterizzare una razza, un modo di pensare, una cultura, differenziandoli dalle altre è quello che a mio avviso conta.
Che poi si passi attraverso i peccati umani e probabilmente fisiologico, ma non significa che tale differenzazione non si possa comunque fare, o almeno tentare.
Io amo la varietà e il conformare tutto, dove tutti si comportano in modi simili a seconda delle situazioni in cui si vengono a creare (o in cui li si forzi pur di fare il "drow dal cuore tenero, ma dai poteri drow") mi sta sempre molto stretto.
Sono punti di vista e potremmo filosofeggiare all'infinito su questa cosa, con il risultato che avremo torto e ragione tutti e due :wink:

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