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 Oggetto del messaggio: Le "Masche" .
MessaggioInviato: sab lug 18, 2009 12:25 
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Ogni regione italiana ha un suo modo particolare di chiamare le "Streghe" e sue credenze peculiari che il più delle volte si intrecciano con altre culture ben lontane dalla nostra civiltà, sintomo e riprova che ogni Leggenda ha un ceppo comune di nascita.

Io sono cresciuta con le favole di mio nonno che, spesso e volentieri, trattavano di queste masche, ovvero streghe bianche, nere, buone o malvagie che avevano la capacità di tramutarsi in ogni sorta di animale, il più delle volte legati ai paesaggi agresti/montani in cui queste leggende prendevano vita.

Oltre all'aspetto puramente fantastico, come in ogni leggenda che si rispetti, abbiamo riscontri seri ed appurati, entrano qui in gioco allora le testimonianze scritte di quel che le streghe piemontesi erano, nulla di differente dalle erborieste perseguitate dall'inquisizione nel resto del mondo.
Riporto qui di seguito un testo che spiega in maniera accurata la loro origine.

Le masche sono presenti in diverse culture delle valli piemontesi.
La loro origine è da ricondursi a quella relativa alle streghe.
Nelle millenarie culture pre-cristiane di origine celtica e longobarda esistevano radicati elementi magici che condizionavano la gravosa vita della popolazione montanara.
Le masche potevano essere donne particolarmente emancipate, che tentavano di elevarsi dal contesto sociale che le privava di molte opportunità, applicando le loro conoscenze nella primitiva medicina e nella vita spirituale.
Erano insomma delle druide, sciamane del villaggio.
Oppure, più semplicemente, erano donne che si specializzavano nella pratica degli elementi magici e superstiziosi.
Come ancora oggi omeopatia e medicina si mescolano creando spesso confusione e ignoranza nella gente, anche un tempo una masca poteva essere una donna che conosceva le erbe e sapeva preparare infusioni dal sicuro effetto, oppure praticare riti magici e oscure maledizioni.
Con la differenza che la scienza era ancora in divenire e il suo confine con la magia molto aleatorio.

Le masche da un lato venivano interpellate dalla gente perché, credendole dotate di poteri magici, avrebbero potuto guarire malanni, allontanare oscuri presagi, difendere da malocchi e dannazioni, propiziare una stagione favorevole.
D’altra parte, per via delle loro pratiche, potevano anche venire guardate con sospetto o timore, ed essere accusate di danni e sventure.

Con l’avvento del Cristianesimo questi elementi magici, propri di millenarie culture di origine celtica e longobarda, vennero sfruttati dalla nuova religione per radicarsi con maggiore effetto tra la popolazione, epurandoli dai componenti blasfemi.
E fu proprio allora che la paura e la persecuzione delle masche si acuì. Le masche vennero individuate in tutte le donne un po’ diverse, esperte in erbe e pratiche magiche, a volte malate o semplicemente ostili all’omologazione sociale.
Le masche, accusate di fare la "fisica" - una sorta di fattura maligna e pericolosa, una stregoneria- si dovettero sovente nascondere o ritrovare in luoghi di cui la gente portò sempre timore, luoghi già magici o spettrali, di cui si tramandarono fiabe e leggende.

Luoghi come il Roc d’le Masche, appunto.

Durante l’Inquisizione la persecuzione delle masche e la paura indotta dalle Istituzioni nei loro confronti raggiunse l’apice.
Ci furono esecuzioni e torture, molte donne furono impiccate, decapitate, o arse vive.
Per numerose persone fu sufficiente qualche affermazione che potesse destare il sospetto di comportamenti non ortodossi per decretarne la condanna o comunque l’etichettamento di masca.
Sostenuta anche da paure e superstizioni, la religiosità divenne un’ancora solida nella vita della gente. Eccone ad esempio traccia nei numerosi santuari e piloni votivi disseminati un po’ ovunque in montagna. Oltre alla funzione strettamente religiosa servirono per proteggere i viaggiatori dalle minacce incombenti delle masche.
È in questa mescola di credenze, fede e superstizione che si tramandano fiabe e leggende, di tradizione orale, mutevoli negli anni.

Vonzo è un ottimo esempio di questa cultura, ma pochi vecchi rimasti ancora ricordano. Il paese di Vonzo è molto antico. Chi ha occasione di visitare il Museo della Montagna può notare come questo nome compaia in cartine del XIV secolo, quando spesso non è citato nemmeno Chialamberto, che è oggi il centro principale e Comune. Vonzo infatti giace in una conca molto assolata, a circa 1200m di quota e invisibile dalla valle. Sarà per questo, si dice, che qui hanno trovato ospitalità da sempre le genti più perseguitate, in cerca di rifugio. Tra le quali, ovviamente, le vere o presunte masche, protagoniste di numerosi aneddoti e racconti. Eccone alcuni esempi.

Le masche avevano una notte della settimana preferita per uscire e incontrarsi, praticare i loro riti magici e sabbatici. Era quella del venerdì: in questa notte era bene evitare con cura di uscire dai sentieri segnalati, lontano da santuari e luoghi non benedetti.
Stesso discorso per la notte fatata del primo novembre, notte in cui le anime dei morti prendevano il volo e le masche si intermediavano con esse, rafforzando il proprio potere. Si usava, prima di andare a dormire, lasciare sul tavolo un piatto colmo di castagne bollite e già pelate, in modo che le anime dei defunti potessero saziarsi compiaciute senza importunare i vivi.
Trovarsi da soli la notte del primo novembre nei sentieri tra i boschi che univano i solitari villaggi alpestri poteva davvero essere pericoloso: non erano sufficienti i numerosi piloni votivi e la più ferrea delle fedi per tenere lontani spettri e masche.
Una fiaba racconta di una persona che si trovava la notte del primo novembre a dover percorrere da sola il sentiero che collegava Vonzo a Chialamberto. Solamente la difesa di un’anima della propria famiglia, che passava di lì per caso, e qualche preghiera presso i numerosi piloni votivi sui lati del sentiero gli consentiva infine il ritorno a casa, tra innumerevoli sentori di oscure presenze, masche e visioni che si animavano nel bosco durante il viaggio.

C’è da dire che non tutti gli spiriti erano cattivi. Ad esempio, lo spirit-fulét si divertiva a combinare innocui scherzi, come muovere i tetti di lose per non lasciar dormire, imbrattare le maniglie delle porte o i muri di pece. Non era cattivo, se nessuno osava interferire con il suo lavoro, altrimenti la sua ira sarebbe stata violenta e sanguinaria…

Le masche invece ogni tanto erano davvero cattive.
Si dice che una volta rapirono un bambino di Candiela, e lo portarono in cima ad una acuminata roccia nei ripidi pendii sotto il Soglio (un piccolo insieme di case ad est di Vonzo).
Si riunì un gruppo di coraggiosi che tutta la notte seguì le urla del bimbo, senza trovarlo. Solo la mattina dopo, quando la masca svanì, fu possibile individuare la roccia prima occultata da un tenebroso sortilegio. Il bimbo raccontò che tutta la notte una donna vestita di nero, muta, restò con lui regalandogli di tanto in tanto alcune caramelle, per poi sparire sul fare del giorno.

Ma tra le fiabe, la più famosa fu quella che ebbe come oggetto proprio il Roc d’le Masche e il suo magico trasporto fino a Lanzo per soddisfare una bravata ai danni del Diavolo.
Spoiler: Visualizza

Oggi le masche non ci sono più. Gli alpeggi son stati quasi tutti abbandonati e Vonzo è diventato un villaggio turistico. Nessuno si riunisce più nelle stalle la sera per raccontare fiabe, confortevoli carrozzabili uniscono tutti i paesi e gli antichi sentieri non sono più praticati, men che mai di notte. Il Roc d’le Masche è solo più una grossa pietra dai curiosi incavi e dalla mole imponente.
Eppure, ancora oggi, qualcuno giura, il venerdì notte, di aver visto una donna di nero vestita girovagare nel folto del bosco e svanir sotto forma di splendido gufo albino...


Vi lascio qui di seguito il titolo di un libro che raccoglie al suo interno alcune delle leggende più famose riguardanti queste famigerate "masche".

Storie di masche di Tarditi Maria
Editore: Araba Fenice
Prezzo:14.00 euro

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Stupito il diavolo rimase quando comprese quanto osceno fosse il bene
e vide la virtù nello splendore delle sue forme sinuose...


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 Oggetto del messaggio: Re: Le "Masche" .
MessaggioInviato: sab lug 18, 2009 21:24 
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Località: Manduria - Roma (molto poca)
Il libro si trova comodamente in tutte le librerie?

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 Oggetto del messaggio: Re: Le "Masche" .
MessaggioInviato: sab lug 18, 2009 21:28 
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Località: Valm Neira (da non confondersi con Valmiera, capoluogo di provincia lettone).
Argomento molto interessante, Mirshan, come lo sono tutti quelli che riguardano le tradizioni italiane.
Nella zona celto-ligure la "stregaria" poi ha radici profonde, e in forme mutate, viene tramandata anche oggi.

"Masca" è un termine che comporta l'uso del travestimento, o della metamorfosi. Dell'inganno, quindi. Ambigue e ambivalenti, buone e malvage.
"Masche" possono essere le guaritrici tradizionali ma anche gli spiriti del bosco.
Masca, come dici tu, è la donna diversa. Quali praticanti di stregoneria, nel pinerolese, ai tempi della Santa Inquisizione, furono bruciate anche le valdesi.

Ai giorni nostri le masche sono diventate una forma di "folklore". Si intitolano locande a loro nome. A San Germano Chisone (sopra Pinerolo), c'è una La Taverna d'le Masche.
Un "Menù delle masche" viene proposto anche nei ristoranti di Paroldo, località langarola dove fino agli anni '80 la gente ancora non nominava le streghe per paura di subire la loro vendetta.

Oltre a quella del libro da te proposto sarebbe interessante anche la lettura di

MASCA GHIGNA FÁUSSA di Donato Bosca

ed. PRIULI & VERLUCCA
ed. 2005
pp. 192

18.50 €

:P

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Who is who in Val Neira ha scritto:
Hoijemondijs Dodgloptris Nyrtjainnen
Sacerdotessa di Lloth del casato minore Nyrtjainnen. Vanta altri titoli come Sacerdotessa dei riti della Tenebra - Maestra del culto della Fertilità - Custode delle Estreme Sapienze, legati alle sue attività magiche
.

rose ha scritto:
Hoijemondijs è dio :sisi:
Mitternacht ha scritto:
Ah allora è con lei che me la prendo di continuo XD


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 Oggetto del messaggio: Re: Le "Masche" .
MessaggioInviato: sab lug 18, 2009 21:37 
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Io nel mio piccolo cercherò di informarmi appoggiandomi sui libri che voi proponete =)

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 Oggetto del messaggio: Re: Le "Masche" .
MessaggioInviato: gio set 10, 2009 19:35 
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Iscritto il: ven ott 24, 2008 11:37
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Voglio assolutamente procurarmi questi libri!!!

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 Oggetto del messaggio: Re: Le "Masche" .
MessaggioInviato: gio set 10, 2009 21:40 
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Iscritto il: mer nov 12, 2008 18:33
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Località: Valm Neira (da non confondersi con Valmiera, capoluogo di provincia lettone).
Trovi "Masca Ghigna Fàussa" in queste biblioteche, soprattutto piemontesi. Oppure puoi ordinarlo presso l'editore.

"Storie di masche" della Tarditi lo trovi invece qui (sempre Piemonte, neh!). E presso vari internet bookshops come IBS, Unilibro e così via.

:witch:

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Who is who in Val Neira ha scritto:
Hoijemondijs Dodgloptris Nyrtjainnen
Sacerdotessa di Lloth del casato minore Nyrtjainnen. Vanta altri titoli come Sacerdotessa dei riti della Tenebra - Maestra del culto della Fertilità - Custode delle Estreme Sapienze, legati alle sue attività magiche
.

rose ha scritto:
Hoijemondijs è dio :sisi:
Mitternacht ha scritto:
Ah allora è con lei che me la prendo di continuo XD


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