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 Oggetto del messaggio: Madrine ctonie e madri empiree
MessaggioInviato: mar set 29, 2009 22:08 
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Iscritto il: mer nov 12, 2008 18:33
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Località: Valm Neira (da non confondersi con Valmiera, capoluogo di provincia lettone).
Sul culto della Dea Madre e della sue mutazioni sono state scritte millanta mila pagine e qui non si pretende di apportare nulla di nuovo. Prendete quanto scrivo come una riflessione, alquanto spicciola, su due racconti fiabeschi dei fratelli Grimm, e sulla celeberrima “Regina delle nevi di Andersen”, un punto di partenza per una chiacchierata, e non una lezione di antropologia.

Le fiabe dei Grimm sono “Madama Holle” e “La Figlia delle Madonna”.

http://www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/madama_holle

La storia è fondamentalmente “leggera”. In essa non compaiono personaggi negativi di natura sovrannaturale e il finale è burlesco gli elementi. Ma, nonostante la versione della favola annotata dai Grimm sia molto meno cupa di quella proposta nei “Contes de ma mere l’oye” di Perrault , (vedere qui:http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/perrault/lefate.htm) nella quale la fanciulla buona che aiuta la vecchia fata viene ricompensata con la dote di sputar perle ad ogni sentenza, mentre quella cattiva viene punita con la condanna di sputare rospi e serpi parlando e in seguito con l’ostracismo e la morte, in essa gli elementi “neri”, “infernali”sono molteplici.

Innanzitutto sia l’eroina che la sua antagonista compiano un viaggio agli inferi. Un viaggio sciamanico nel quale incontrano oggetti animati e la padrona del mondo sotterraneo, la dea Hel . La signora dell’Inferno è un essere mostruoso ma buono. Una donna che non ha nulla d’inquietante, oltre l’aspetto, e che incarna nella sua dedizione alla casa e nella sua gentilezza le somme virtù di ogni matrona teutonica.

Interessante è l’ambivalenza di questo inferno, che è anche paradiso, in quanto la neve cade da esso fin sulla terra. E’ un universo ultraterreno che sta sopra il mondo degli uomini ma al quale si accede inabissandosi, perdendosi, morendo.
Il viaggio agli inferi viene propiziato con un sacrificio di sangue. Se per la giovane buona e laboriosa esso è frutto d’un incidente la sorellastra cattiva si autosacrifica consapevolmente, convinta di intraprendere un’avventura che si concluderà con una bella ricompensa. Nel mondo sotterraneo le accadranno le stesse cose capitate alla sorella ma le conseguenze di tali eventi saranno del tutto diverse, per lei, a causa della sua scarsa virtù e dell’ottusità con cui si rapporterà ad essi. La punizione di Frau Holle non colpisce solo la pigrizia ma anche la stupidità.

Se all’inferno e alla sua signora vengono attribuite caratteristiche positive nelle fiabe dei Grimm si riscontra anche una connotazione negativa del Paradiso e della Signora dei Cieli.
La storia in cui avviene tale “ribaltamento di ruoli” è linkata qui sotto:

http://www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/la_figlia_della_madonna


La vergine è clemente e dimostra la sua benevolenza verso gli uomini in vari modi. Adotta la figlia di un povero boscaiolo e la porta con sé in paradiso, dove gioca con gli angeli e gode della loro beatitudine. Però lo stesso paradiso è un luogo di tormenti e di frustrazione nel momento in cui la fanciulla ospitata scopre che la sua libertà in fondo è limitata. La proibizione diventa fonte di tormento interiore e l’inevitabile trasgressione causa paura e angoscia nella protagonista.
La colpevole viene esiliata dal paradiso, e condannata ad esser muta a vita. Ma la vergine non si accontenta di tale punizione. La ragazzina deve vivere una vita d’inferno fino a quando non si umilierà di fronte a tutti, ammettendo la sua colpa.
La madonna si dimostra dura e crudele. Quando la sua figlioccia ha la fortuna di diventare sposa di un re le toglie un figlio dopo l’altro per condurlo con sé in paradiso.
Se il sacrilegio è cosa grave la pena che l'autorità divina commina per punirlo è a dir poco spropositata, vista l'entità del danno subito. E i tormenti che la rea subisce prima della confessione liberatoria sono torture a dir poco degne della santa inquisizione. Non per nulla la protagonista viene messa al rogo, per essere salvata in extremis.

Se la dea degli inferi può essere vista come la buona fata Frau Holle e identificata, come afferma Jakob Grimm, non tanto in Hell figlia di Loki quanto in Holda la protettrice, Perchta la rilucente, personificazione germanica dell’eterno femminino in tutte le sue forme, è molto più raro che nella tradizione popolare la vergine Maria sia rappresentata come una dea terribile.
Non per nulla nella classificazione tradizionale delle fiabe de "La figlia della Madonna" viene più che altro sottolineata la sua somiglianza con la storia di Barbablu ( e l’accostamento tra la madonna-mater terribilis e l’incarnazione fiabesca di Gilles de Rais ha delle strane assonanze)…

_________________
Who is who in Val Neira ha scritto:
Hoijemondijs Dodgloptris Nyrtjainnen
Sacerdotessa di Lloth del casato minore Nyrtjainnen. Vanta altri titoli come Sacerdotessa dei riti della Tenebra - Maestra del culto della Fertilità - Custode delle Estreme Sapienze, legati alle sue attività magiche
.

rose ha scritto:
Hoijemondijs è dio :sisi:
Mitternacht ha scritto:
Ah allora è con lei che me la prendo di continuo XD


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 Oggetto del messaggio: Re: Madrine ctonie e madri empiree
MessaggioInviato: mer set 30, 2009 15:22 
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Iscritto il: mar mag 12, 2009 22:59
Messaggi: 527
Località: Torino
E' un aspetto interessante quello che hai proposto permette di leggere le fiabe nella loro reale chiave interpretativa.
E' innegabile che un tempo queste favolette venissero usate come deterrente per i pargoli troppo vivaci che erano avvezzi ad incappare in avventure più o meno spiacevoli -al tempo la vita di un ragazzetto era ben poca cosa, si sacrificavano con più facilità di una gallina, in quanto davano molto meno profitto ed erano assai più numerosi-.

La dualità dei personaggi che i Grimm ci offrono sono la versione originale di figure utilizzate tutt'oggi nello schema classico della fiaba, senza averli però privati di cattiveria e di aspetti truci che è ben facile incontrare in ogni loro favola proposta.

Accade quindi che il lettore si trovi dinanzi ad un personaggio che indossa una maschera orribile, ma che ad una seconda analisi ben più accurata oltre l'orrore che l'aspetto trasmette, vi siano buoni propositi, ricompense e gioia infusi dalla medesima creatura che, erigendosi a giudice degli atti compiuti dai protagonisti che incappano nelle sue grinfie, possono esser ritenuti meritevoli di premi o punizioni.

Così come una figura apparentemente buona, virtuosa e candida si possa macchiare dei più efferrati orrori, (Leggasi la Madonna) ponendosi al di sopra del bene e scivolando nel male più concreto, nella vendetta ed in ogni sorta di atto turpe e licenzioso.

La morale di queste favole punta sempre alla crescita dell'individuo: una crescita morale, spirituale che si conquista attraverso viaggi interiori, più o meno semplici, più o meno contorti, ed alla fine del cammino l'individuo maturato ha piena coscienza di sé e di quel che è diventato grazie alle vicissitudini che mai sono semplici da fronteggiare.

_________________
Immagine
Stupito il diavolo rimase quando comprese quanto osceno fosse il bene
e vide la virtù nello splendore delle sue forme sinuose...


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