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 Oggetto del messaggio: Teste di cane e giochi di guerra
MessaggioInviato: ven mag 28, 2010 14:55 
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Una delle tante leggende che circolano sul web è quella che testimonia la presenza di Bersekir, o di Ulfhednar alla corte di Bisanzio. In vari siti informativi, weblog, forum, si riporta, spesso pedissequamente, una frase di wikipedia secondo la quale Costantino Porfirogenito in persona, nel suo De ceremoniis aulae byzantinae, descriverebbe una misteriosa danza gotica eseguita dalla sua guardia variaga (vichinga), durante la quale i guerrieri si abbiglierebbero di pelli d’animale e coprirebbero il volto con maschere mostruose.

wikipedia, voce Berseker ha scritto:
Scholar Hilda Ellis-Davidson draws a parallel between berserkers and the mention by the Byzantine emperor Constantine VII in his book De cerimoniis aulae byzantinae ("Book of Ceremonies of the Byzantine court") of a "Gothic Dance" performed by members of his Varangian Guard (Norse warriors working in the service of the Byzantine Empire), who took part wearing animal skins and masks: she believes this may have been connected with berserker rites- in nota: (Pagan Scandinavia, page 100)


Tale messa in scena altro non sarebbe che una rappresentazione del berserkergang. Nulla di più inesatto.

Innanzitutto ai tempi del Porfirogenito (che morì nel 959 DC) la guardia variaga ancora non esisteva. Essa fu fondata nel 989, quando l’imperatore Basilio chiese al principe Vladimir di Kiev,
suo alleato e neoconvertito al cristianesimo, un corpus di guerrieri d’origine russa e scandinava.

La danza gotica (gotthikon) descritta da Costantino VII non era certo un rito privato dei guerrieri d’origine germanica. Era la prima parte di una rappresentazione teatrale, una battaglia simulata tra barbari coperti di pelli e soldati imperiali. Veniva messa in scena a cospetto dell’imperatore e di tutta la corte durante le feste natalizie (il 2 di Gennaio). La danza si concludeva con un doppio inno alfabetico, nella cui prima parte venivano menzionate anche delle divinità germaniche. Si pensa che tale danza rituale sia pervenuta ai bizantini quale eredità culturale della corte gotica di Verona.
Per dare il colpo di grazia alla leggenda dei bersekir bizantini dirò che ad interpretare i barbari irsuti durante il Gotthikon, su testimonianza del Porfirogenito, non erano dei guerrieri germanici, ma degli slavi (Veneti ) .[De ceremoniis aulae Byzantinae, libro I, cap 92.]

Simili danze simboliche da effettuarsi durante le festività del solstizio d’inverno con tanto di mascherate con pelli d’animali sono diffuse tra l’altro anche presso popolazioni non germaniche. Sono tradizionali per il popolo russo durante il periodo degli svjatki (dal 25 dicembre fino al 6 gennaio) e sono tutt’ora diffusissime in Romania, soprattutto nell’aria carpatica.

La decostruzione di questa lettura “filo licantropica” del gotthikon non toglie comunque nulla all’importanza dei guerrieri sciamanici nel mito e nella tradizione bellica germanica. Non si sa quale ruolo concreto ebbero questi bestiali rappresentanti del “furor germanicus” nella storia delle grandi migrazioni di popoli che condussero alla fine l’impero romano. Che la presenza dei guerrieri-lupo nelle file dei “barbari” costituisse un vero e proprio spauracchio è però ricordato da varie fonti altomedioevali e tardo antiche.

Per esempio Paolo Diacono, nelle sua Historia Langobardorum, cita il seguente episodio, appartenente ai primi anni dell’espansione longobarda in Europa, epoca in cui tale popolo era conosciuto anche come Winniler, che potrebbe significare “cani rabbiosi.


Cita:
Porro Langobardi cum magnas hostium copias cernerent neque cum eis ob paucitatem exercitus congredi auderent, dumque quid agere deberent decernerent, tandem necessitas consilium repperit. Simulant, se in castris suis habere cynocephalos, id est canini capitis homines. Divulgant apud hostes, hos pertinaciter bella gerere, humanum sanguinem bibere et, si hostem adsequi non possint, proprium potare cruorem. Utque huic adsertioni fidem facerent, ampliant tentoria plurimosque in castris ignes accendunt. His hostes auditis visisque creduli effecti, bellum quod minabantur iam temptare non audent.

Quando i Longobardi videro quanto era grande l’esercito nemico, non osando scontrarsi con esso a causa della scarsità dei loro combattenti, discuterono sul da farsi fino a quando non trovarono un piano che faceva al caso loro. Finsero di avere nel loro accampamento dei Cinocefali, ovvero degli uomini dalla testa di cane, e fecero correr voce tra i loro nemici che costoro combattevano con tenacia, bevevano sangue umano, e se non potevano scontrarsi con il nemico si nutrivano del proprio sangue. Per far fede a tale affermazione ampliarono il loro accampamento e accesero in essa molti fuochi. Udite e viste tali cose i nemici vi cedettero, e non osarono intraprendere la guerra che minacciavano.
[Historia langobardorum, Libro I, cap. 11.]


Tali cinocefali la cui sola menzione metteva in tanto allarme i nemici altro non erano che degli Ulfhednar.

Significativo è il fatto che, durante il medievo, la terra dove, vivevano i leggendari cinocefali, giganti dalla testa di cane (o lupo) già citati da Esiodo, si sposti verso nord. Se i greci la collocavano in Asia o in Africa, i cronisti medievali la rintracciano in Siberia (Giovanni da Pian del Carpine nella Historia Mongalorum, identifica i cinocefali con i Samoiedi), nella Russia europea, presso gli Urali (tale voce fu diffusa dalle prose escatologiche dello Pseudo-Metodio) e in Scandinavia, sulle rive del Baltico (per Adamo da Brema i licantropi sarebbero i maschi delle amazzoni scandinave).A tale tradizione si adeguarono i cartografi, come, ad esempio, Enrico di Magonza, che situa la terra dei cinocefali proprio presso gli Urali
E’ da tener presente nel medioevo si credeva che una stirpe di uomini dalle fattezze canine esistesse veramente, e che alla loro razza appartenesse lo stesso San Cristoforo, il gigante che portò Gesù sulle spalle, che in alcune icone è raffigurato con aspetto “lupesco”. Secondo l’agiografia più diffusa presso le chiese orientali il santo, prima della conversione, era un vero e proprio licantropo, che si nutriva di carne umana.

Immagine

In Russia, che non per nulla è la più popolare tra le patrie dei mutaforma, il culto del santo cinocefalo si sovrappose al culto pagano del lupo, praticato sia dagli slavi che dai loro conviventi d’origine scandinava.
Nel “Canto di Igor” il paragone con il Lupo è destinato agli eroi più coraggiosi in battaglia. Un trattamento particolare, nella più famosa composizione epica antico-russa è destinata al famoso principe Vseslav di Polock, del quale viene descritta in modo suggestivo la metamorfosi.

Cita:
88 Всеславъ князь людемъ судяше, княземъ грады рядяше, а самъ въ ночь влъкомъ рыскаше: изъ Кыєва дорискаше до куръ Тмутороканя, великому Хръсови влъкомъ путь прерыскаше. .
89 Тому въ ПолотьскЂ позвониша заутренюю рано у Святыя Софеи въ колоколы, а онъ въ КыєвЂ звонъ слыша .
90 Аще и вЂща душа въ друзЂ тЂлЂ нъ часто бЂды страдаше

Il principe Vseslav amministrava la giustizia, e governava i principi delle città, nella notte però galoppava come lupo, prima del canto del gallo correva da Kiev fino a Tmutorokan' e tagliava la strada al grande Chors.(il sole) Per lui suonavano a mattutino le campane di Santa Sofia a Polock ed egli a Kiev ne udiva i rintocchi. Benché avesse un cuore di stregone in quel doppio corpo, nondimeno patì sventure.


Al principe attribuiscono doti di mago (se non di metamorfo) anche le cronache “ufficiali”. Nel Racconto degli Anni passati si disse che nacque “con il cappello” (caratteristica che nella tradizione slava è attribuita ai licantropi e ai vampiri) e che, conscio di tale segno di distinzione, portò su di sé per tutta la vita, come amuleto, il sacco amniotico.

Cita:
1044: В се же лѣто умре Брячиславъ, сынъ Изяславль, внукъ Володимерь, отець Всеславль, и Всеславъ, сынъ его, сѣде на столѣ его, его же роди мати от вълхвованья. Матери бо родивши его, бысть ему язвено на главѣ его, рекоша бо волсви матери его: „Се язвено навяжи на нь, да носить ѐ до живота своего“, еже носить Всеславъ и до сего дне на собѣ; сего ради немилостивъ есть на кровьпролитье.
Nello stesso anno (1044) morì Briačislav, figlio di Izjaslav, nipote di Vladimir, padre di Vseslav. E questo suo figlio Vsveslav, che sedette sul suo trono, era stato generato dalla madre attraverso la magia.
Quando la madre lo diede alla luce, aveva il “cappello” sulla testa, e dissero i maghi alla madre sua. “Legagli al collo questa placenta e che la porti per tutta la sua vita”. E anche ora lo porta su di sé, ed è questa la ragione della sua mancanza di misericordia e della sua sete di sangue.
[ La Cronaca degli anni passati. Manoscritto Laurenziano - da “Biblioteka literatury drevnej rusi”, v. 1., S. Pietroburgo 1997.- traduzione della sottoscritta]


Che il principe Vseslav praticasse in qualche modo il berserkergang? Non abbiamo modo di saperlo. Certo è che egli visse in un epoca di transizione tra paganesimo e cristianesimo. Quando salì al trono la Russia era cristiana da poco più di 50 anni e sicuramente le antiche tradizione erano ancora vive. Nella tradizione cronachistica russa a molti principi vengono attribuite sapienze magiche o discendenza da maghi. Era un mago Oleg (il vichingo Helgi), primo principe di Kiev, era figlio di una strega, la Völva Malfried detta Maluša, Vladimir il Santo.
Le menzioni precise agli antichi culti, dopo la cristianizzazione, sono state cancellate dalle cronache ufficiali e ne dobbiamo cercare le tracce nelle superstizioni e nelle leggende, ma tale ricerca deve essere fatta come una certa oculatezza, onde ridurre il più possibile le incoerenze e le cantonate.

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Who is who in Val Neira ha scritto:
Hoijemondijs Dodgloptris Nyrtjainnen
Sacerdotessa di Lloth del casato minore Nyrtjainnen. Vanta altri titoli come Sacerdotessa dei riti della Tenebra - Maestra del culto della Fertilità - Custode delle Estreme Sapienze, legati alle sue attività magiche
.

rose ha scritto:
Hoijemondijs è dio :sisi:
Mitternacht ha scritto:
Ah allora è con lei che me la prendo di continuo XD


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 Oggetto del messaggio: Re: Teste di cane e giochi di guerra
MessaggioInviato: ven mag 28, 2010 17:25 
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Davvero bello questo pezzo.
Quindi la tradizione del berserkergang, nelle sue molte forme, è molto più trasversale alle varie culture e ai vari popoli di quanto non sapessi.

E un motivo in più per includere la Historia Langobardorum nel prossimo esame di latino medievale :D

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 Oggetto del messaggio: Re: Teste di cane e giochi di guerra
MessaggioInviato: ven mag 28, 2010 19:51 
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Iscritto il: mer nov 12, 2008 18:33
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Località: Valm Neira (da non confondersi con Valmiera, capoluogo di provincia lettone).
Beh, sicuramente lo conoscevano i Longobardi nell'epoca più remota, come si deduce dal brano di Paolo Diacono. Probabilmente lo praticavano altri popoli d'origine scandinava, come i Goti.
I vichinghi importarono tale pratica in Russia, dove si sovrappose al culto del lupo degli slavi e dei finnici.
Che lo conoscessero anche i bizantini tramite i loro alleati variaghi e che la "danza gotica" sia una sua rappresentazione simbolica è improbabile.

Poi con parecchia fantasia si può immaginare la presenza dei guerrieri mutaforma anche negli eserciti medievali italiani, e ricondurre, come ha fatto qualcuno, l'onomastica dei signori di Verona, i Della Scala, con i loro Alboini e i loro Cani (famosissimo Cangrande) a un omaggio ai longobardi, e al culto odinico del cane e del lupo.

Se si vuol sconfinare nel fantasy propriamente detto, poi, non si può tacere del veronese Riccardo Coltri, che in "Zeferina", romanzo cupo e affascinante, mostra in azione degli Orchi italici che altro non sono che i discendenti di una comunità di Cimbri (popolo germanico che ancora risiede nelle nostre alpi orientali) praticanti il Berserkergang.
Quando l'autore li mostra in azione durante una sorta di Ragnarok nostrano agiscono come dei veri e propri Ulfhednar.
I guerrieri "mannari" compaiono anche nell'ultimo romanzo di Coltri, "La corsa selvatica", che in copertina ha un cinocefalo...

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Sacerdotessa di Lloth del casato minore Nyrtjainnen. Vanta altri titoli come Sacerdotessa dei riti della Tenebra - Maestra del culto della Fertilità - Custode delle Estreme Sapienze, legati alle sue attività magiche
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rose ha scritto:
Hoijemondijs è dio :sisi:
Mitternacht ha scritto:
Ah allora è con lei che me la prendo di continuo XD


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