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 Oggetto del messaggio: [Monografia] Antonius Rex
MessaggioInviato: mer mar 16, 2011 21:47 
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Tra le principali fonti da cui ho preso spunto per realizzare tale biografia menziono il sito ufficiale del gruppo e drive magazine.net

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Dopo gli spirituali Black Hole e il maestro Paul Chain non potevo esimermi per completezza dallo scrivere la biografia di Antonio Bartoccetti, tra le figure più carismatiche e fuori dal comune che la scena progressiva abbia mai avuto in Italia, dato che gli Jacula e gli Antonius Rex sono delle vere e proprie band di culto.
La storia su questa entità musicale e sui misteriosi personaggi che ne hanno fatto parte è alquanto complessa, come ci racconta lo stesso Antonio Bartoccetti tutto ebbe inizio sul finire degli anni ’60 quando egli viveva in una vecchia casa di campagna nelle Marche:
“le uniche realtà erano una radio, una chitarra, un registratore e una ragazza giovanissima (Doris Norton, tutt’oggi la sua fedele compagna). L'Italia musicale era davvero piatta ed assurda mentre il mondo trend era diviso fra Stones e Beatles. Passavo il tempo a comporre, a frequentare il medium Franz oltre che assaporare i primi inutili libri del liceo. Una sera fuggii a Milano e passai mesi a proporre le mie idee.”
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Con l'obiettivo di mettere in musica una serie di osservazioni teologico-filosofico-esoteriche dopo varie peripezie si giungerà al disco d’esordio degli Jacula del 1969, che se non fosse stato ristampato dalla Black Widow oggi sarebbe qualcosa di totalmente introvabile dato che si trattò di un album anomalo che venne registrato a Londra e stampato in 300 copie + 10 promozionali che vennero parzialmente distribuite dal produttore Travers, nonché proprietario dell'etichetta, a sette religiose. Si tratta di un opera embrionale, piena di atmosfere cupe e mistiche inconcepibili per l’epoca, basato principalmente su chitarra elettrica e organo da chiesa e senza percussioni.
La formazione degli Jacula era molto strana in quanto comprendeva oltre a Bartoccetti, a Doris Norton (soprannominata Fiamma Dello Spirito) e all’organista Charles Tiring, anche il medium Franz che per il gruppo era una fonte di ispirazione esoterica e a quanto si racconta cadendo in stato di Trance egli cantava delle melodie, alcune delle quali vennero rielaborate dal gruppo.
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(Goodman, Bartoccetti, Norton)
Riguardo agli altri due membri storici: l’affascinante Doris Norton (voce-piano-synth) è ancora oggi membra della formazione mentre Charles Tiring era un organista puramente classico molto maturo e metodico con il quale sorsero delle divergenze che culminarono nella rottura dopo il secondo (e ultimo fino all'anno scorso) disco degli Jacula: “Tardo Pede in Magiam Versus.”
“Il nostro organista liturgico Charles Tiring era scontento dei risultati economici della band e manifestava spesso l'idea di entrare negli AirForce di Ginger Baker. Tutto ok naturalmente, ma nel frattempo cominciò a creare problemi assumendo comportamenti anomali. Mi fece un video amatoriale (che mai mi ridiede) mentre facevo delle prove a casa sua con la chitarra e successivamente sottrasse il master video di "Absolution" che girammo in Francia nel 1973 dove lui svolgeva un ruolo di corista. In quell'epoca aveva 65 anni e si era appena sposato con Wandessa Yelton, una monaca 18enne conosciuta durante un tour nei monasteri dell'Est. Praticava l'occulto "pesantemente" dicendoci di aver assistito a fenomeni inenarrabili. Morì o meglio sparì per sempre nel 1979 dopo aver condotto la moglie verso rituali oscuri."
Su Tiring va aggiunto che nel 1973 diede vita ad un album solista (misconosciuto e introvabile) dal titolo "Black Magic Rituals", molto simile a "Tardo Pede:" organo da chiesa, clavicembalo, piano, chitarra acustica... una roba per le sette e per i conventi di suore che erano la sua vera passione.
A tal punto la situazione economica di Bartoccetti e dei suoi compagni d’avventura era disastrosa, ma grazie alla conoscenza del percussionista Albert Goodman il gruppo ritrovò stabilità e vigore che diede vita al bellissimo “Neque Semper Arcum Tendit Rex” sotto il moniker tutt’ora vivente di “Antonius Rex.” Il disco riprende l’atmosfera dell’album d’esordio degli Jacula mantenendo elevato il valore dei testi, recitati spesso in modo quasi religioso e di grande livello espressivo. Un capolavoro progressive-dark dalla qualità di produzione notevole, sopratutto per l’epoca.
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Il nuovo batterista Albert Goodman è stato un altro personaggio molto interessante: nobile esperto di occultismo, proprietario di un castello e di immense tenute nonché titolare di una sua label indipendente (la Darkness) e molto amico di un dirigente della Vertigo. Di fatto gli Antonius Rex erano sul punto di siglare un contratto con la Vertigo che gli avrebbe spianato la via verso il successo ma la band non volle scendere ad alcun compresso tra cui modifiche alla copertina e l’eliminazione del brano Devil letter (una sorta di brano maledetto poiché fortemente legato con i simboli presenti sulla copertina dell’album che hanno una concreta funzione rituale sulla quale è opportuno tacere).
“Forse saremmo diventati miliardari ma forse saremmo morti alcolizzati.... sicuramente avremmo perso molta della nostra creatività com'e' ovvio per chiunque ha un grande successo. Invece eccoci qua' ancora a comporre, a provare, ad osservare.”
Dopo quest’opera prestigiosa comunque, la macchina Antonius Rex si ferma, l'interesse discografico si attenua, non c'e' piu' la voglia di incidere ed anche quando il facoltoso discografico ebraico, Mr. Daniele, innamoratissimo, insieme a due suoi partner americani, dell'album Neque Semper Arcum Tendit Rex, vuole a tutti i costi gli Antonius Rex per nuovi albums, gli Antonius Rex optano per una scelta solo economica.
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L'imperativo dal 1977 diventa "solo soldi" perche' come poi dichiarera' Antonio Bartoccetti stesso: "..quando hai un figlio la vita cambia e devi pensare anche a lui. Quindi l'album Zora (gia' sommariamente assemblato nello studio privato nel 1975) prima e seconda edizione risulta un'opera non creativa, decisamente assurda... vengono inseriti brani ripresi pari pari dal secondo album Tardo Pede, solo con l'aggiunta di piccole frasi di batteria di Albert. Doris Norton suona le tastiere ma fra un turno e l'altro segue suo figlio anche se il piano progressive di Necromancer resta grandioso, Antonio Bartoccetti suona le chitarre in diretta nel banco fumando e non vedendo l'ora di finire.
Nel 1978 il batterista Goodman muore essendosi spinto troppo in là con le sue pratiche esoteriche:
“Ha voluto osare troppo, andare oltre le nebbie del bosco, aprire porte che non avrebbe dovuto aprire. Il mondo e' pieno di forze invisibili ma questo la gente non lo capisce... tutti hanno sempre continuato a pensare solo all'oro e al sesso, tutti hanno dimenticato, tutti hanno continuato a desiderare solo ciò che non possono avere.”
Dopo l’interessante disco electronic-dark Anno Demoni (ma ben lungi dal glorioso passato del gruppo), anche Ralefun del 1979 segue sorti analoghe a quelle di Zora: buone composizioni ma incise frettolosamente e senza cura, sonorità davvero brutte con un mixaggio indegno e di impostazione commerciale all'insaputa del gruppo.
Nonostante tutto, l'album Ralefun ottiene un certo successo. Per non deludere i fans, a maggio 1980 gli Antonius Rex, con i cospicui guadagni ottenuti e liberatisi da Emanuele Daniele, entrano nello studio milanese Zanibelli Regson a 24 tracce ed auto-producono in modo totalmente libero e creativo la loro ultima opera dal titolo Praeternatural, un disco nuovamente spontaneo e profondo che stampano in limited solo per l'etichetta M.R. e che vendono, autografato, ai fans di tutto il mondo che vanno ciclicamente a trovarli nei due loro covent-castle.
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Al giorno d’oggi Bartoccetti si è dedicato alla produzione con un certo successo e gli Antonius Rex sono tornati in vita con l’antico spirito di creare dischi assolutamente unici e di valore, di fatto si attestano su buoni livelli sia Switch on the dark del 2006, sia Per Viam del 2009 che il loro ultimo lavoro Pre Viam il quale segna nel 2011 l’inaspettato ritorno degli Jacula.
Nel 2004 è uscito il primo dvd ufficiale della band: “Magic ritual” diretto dalla stessa Doris Norton.
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Gli Antonius Rex assieme agli Jacula sono stati gruppi bizzarri e fuori dal comune dall’indiscutibile valore artistico-esoterico e vantano di una produzione discografica mirabile se si escludono Zora e Ralefun. Sotto certi versi lo stile chitarristico duro e sabbathiano di Bartocetti è stato precursore del Doom, sebbene in una fase ancora embrionale.
Le liriche affrontano le tematiche più importanti e gravose di quest’epoca e persino quelle dei loro primi dischi restano tutt’ora attualissime, sempre ponendo un forte accento critico sui mali della società contemporanea compresa l’alienazione urbana e l’inquinamento, il tutto è filtrato attraverso una peculiare sensibilità indice di una costante ricerca spirituale.
“Il contenuto globale di tutte le nostre opere e' sintetizzabile in termini di: rispetto della natura, condanna della falsita', piattezza della vita dei normali succubi, constatazione della ricerca umana suicida dell'oro, incapacita' del cercare il proprio io e successiva tendenza alla ricerca, esaltazione della vita mistica, coscienza della forza invisibile, riconoscimento delle due divinita'. Se poi tutto questo al giorno d'oggi rischia di essere anacronistico, ci interessa ben poco. Sta di fatto che, sempre oggi, gli acquirenti di nostri dischi sono, sia gli amanti del progressive anni '70 che fans giovanissimi positivamente stanchi delle droghe, della techno, del noise e..... desiderosi di misticismo.”


Discografia:
Con gli Jacula
1969 - In cauda semper stat venenum (ristampato in CD nel 2001)
1972 - Tardo pede in magiam versus (ristampato in CD nel 1992)
2011 – Pre viam
Con gli Invisible Force
1971 - Morti vident/1999 mundi finis (singolo)
Con i Dietro Noi Deserto
1971 - Dentro me/Aiuto (45 giri, Decca Records, C 17017)
Con gli Antonius Rex
1974 - Neque semper arcum tendit rex (ristampato in CD nel 2002)
1977 - Zora (ristampato in CD nel 1994)
1978 - Ralefun (ristampato in CD nel 1994)
1979 - Anno demoni (ristampato in CD nel 1992)
1980 - Praeternatural (ristampato in CD nel 2003)
2005 - Magic ritual
2006 - Switch on dark
2009 – Per Viam



Pactus



U.F.D.E.M.





Per approfondimenti vi consiglio il sito ufficiale:
http://www.antoniusrex.com/jacula.htm

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 Oggetto del messaggio: Re: [Monografia] Antonius Rex
MessaggioInviato: mer apr 06, 2011 14:22 
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uppo senza dubbio anche questo post...
comunqe le monografie di Illusoria fanno emergere l'oscurità mistica marchigiana... mi fa molto piacere.

aggiungo solo, se le fonti non mi hanno confuso, che il figlio di Bartoccetti e Doris Norton altro non è che RexAnthony, che invece si dà alla musica techno


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 Oggetto del messaggio: Re: [Monografia] Antonius Rex
MessaggioInviato: mer apr 06, 2011 22:27 
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Grazie Rose, anche se in quest’occasione potevo fare di meglio, complice il fatto che non tutte le fonti sugli Antonius Rex sono particolarmente affidabili. Di fatto Bartoccetti non conobbe Doris nelle Marche ma dopo l’insoddisfacente esperienza giovanile con i “Dietro di Noi deserto.”
Riguardo al figlio dei due è proprio Rex Anthony, molto apprezzato nel suo genere, anche non ascoltando musica techno non posso dare un giudizio personale. Va detto però che il suo brano più famoso “Capturing Matrix” è in realtà una versione modificata di Capturing Universe (la melodia e uguale, ha cambiato il ritmo) composto da sua madre e presente nell’album Praeternatural.
Già che ci sono aggiungo qualcosina sulla carriera solista di Doris:
Dal 1980 Doris Norton inizia l’attività solista realizzando album elettronici per la Apple di cui diventa testimonial e successivamente per la IBM di cui è consulente musicale-informatica. Nel 1985 crea per IBM il programma MPN che trasforma il Personal computer in un registratore digitale a otto tracce. Nel 1990 Doris Norton inizia le sue sperimentazioni in area techno con gli album Techno shock e Next Objective collaborando altresì con i club più trasgressivi d’Europa e con le label Sony, Avex Trax, Sob, Virgin e la sua Musik Research.
Riguardo all’album Pre-Viam (che dovrebbe uscire a breve), era pronto da un pezzo ma si sono dovute rifare tastiere, clavicembali, organi e piani. Questo perché, come ci dice lo stesso Bartoccetti:
“Doris Norton ha deciso di non suonare più le tastiere degli Antonius Rex quando ha letto la sceneggiatura definitiva del video "Micro Demons" (che non ha voluto dirigere) ... non è stata d'accordo sull'insert delle donne vampire sul messaggio troppo oscuro che il video comunica e così ha detto addio alla band... e come tutti sanno i grandi mantengono le decisioni.”


Tra le tante curiosità è interessante notare come gli ultrasessantenni Antonio Bartoccetti e Doris Norton, anche nelle foto più recenti, dimostrano fisicamente meno della metà degli anni che hanno.
La figura di Franz Parthenzy nella moderna incarnazione della band è stata sostituita da quella della medium rumena Monika Tasnad con la quale ormai Bartoccetti collabora da molti anni. Egli ci narra di aver elaborato un brano che nasce dall’osservazione di una giovane ragazza posseduta intitolato provvisoriamente “Possessed by…” e tenuto fermo perché non il linea con il concept portante dell’album Per Viam.

Infine vi lascio con qualche immagine inedita non reperibile in rete (sono scansionate dai booklet):
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Absolution:

Perpetual Adoration:


Comporre per riempire i sacchi d’oro… o comporre per se stessi e riempire il proprio spirito? La storia è lunga: c’è chi dice “infinita.” La magia entra nella musica e nell’immagine per due vie: la prima è documentazione… si tratta di provare il fenomeno umano, di rendere perenne l’insolito. La seconda è più tortuosa… consiste nel comporre su una realtà normale ed evidenziare come in essa vi siano delle occultità, come la normalità sia irrimediabilmente folle.
Per fa ciò bisogna avere un rapporto con il mondo, di distacco. In ogni rapporto umano la verità si scopre sempre e solo alla fine.

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 Oggetto del messaggio: Re: [Monografia] Antonius Rex
MessaggioInviato: dom giu 05, 2011 21:04 
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Avendo avuto modo di ascoltare finalmente Pre Viam devo dire di esserne rimasta delusa.
Le partiture di tastiera (ad opera di Rex Anthony) sono concepite con una mentalità troppo techno per i miei gusti: diversi arpeggi sono banali e scontati nelle progressioni e per tutto l’album, con rare eccezioni, le parti di tastiera sono interamente composte da sequenze di arpeggi.
L’intero disco complessivamente sembra la colonna sonora per un moderno film gotico. Il meglio lo dà Bartoccetti con alcuni suoi soli di chitarra ispirati e creativi, ma l’assenza del tocco, della classe e dell’espressività di Doris Norton si avverte moltissimo e l’album in questione, pur restando più che discreto, se confrontato con "In Cauda semper" o "Tardo Pede" si rivela un opera insignificante.
Il modo di strumentalizzare e sfruttare la sofferenza e lo strazio di una ragazza posseduta (Sandra B., morta nel 2010) nell’ultima traccia è stato alquanto discutibile (fu tra i motivi per cui Doris lasciò la band e volle che tutte le sue partiture tastieristiche venissero rimosse dall’album).
Da segnalare che i testi in Pre Viam sono praticamente inesistenti (non è una critica).
Le recensioni sono nel complesso molto positive e parlano di un opera che è cibo per la mente e per l’anima, ma dal mio punto di vista ho trovato il disco piuttosto povero spiritualmente.

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