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 Oggetto del messaggio: Fight Club 4, L'inizio [topic di narrazione e presentazione]
MessaggioInviato: dom feb 19, 2012 22:36 
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Benvenuti al Fight Club 4.
Questo topic vuol essere innanzitutto uno spazio di presentazione: ogni partecipante è invitato a fare un post introduttivo (chi siete, come siete giunti qui,...) potete raccontare l'episodio con il quale siete venuti a sapere del torneo o il momento della vostra vostra iscrizione. Coloro che hanno concordato tramite mp un background con Logan si attengano a quello, per voi il lavoro sarebbe più facile poichè basterebbe un veloce riassunto. A fine primo round di scontri questo topic verà chiuso; per chi non avesse postato una presentazione saremo noi master a farne una breve e concisa.
Sono previsti, sempre ad adesione volontaria, dei side-project, che si svilupperanno lungo il torneo per darne un ulteriore contorno ruolistico.
Infine il topic V'driy Orbb rimarrà perennemente aperto e sarà un topic di ruolo libero dove i partecipanti possono incontrarsi, interagire, scommettere e perché no, indagare.

Vi ricordiamo che l'ambientazione del torneo, la città di Valm Neira, è un'ambientazione viva e in costruzione.
Potete visitare il topic della città per avere uno sguardo d'insieme.
Vi auguriamo un buon massacro a voi tutti.
I vostri cari master.

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:balla:

“Per sfuggire ad un nano furibondo occorrono gambe leste. E ricorda: dovrai sempre essere più svelto dell’ascia che ti scaglierà dietro.
Se gli sfuggi, modifica il tuo aspetto: egli possiede una memoria incredibile. Può così accadere che, dopo venti cicli solari, un boccale ti si fracassi all’improvviso sulla testa e la risata rabbiosa del nano ti risuoni sulle orecchie”


"Una volta la morte andò da un nano e voleva prenderlo con sé, ma il nano piantò bene gli stivali sulla pietra su cui stava, abbassò la fronte con fare testardo e disse di no. La morte passò oltre"

Le cinque stirpi, La guerra dei nani, Markus Heitz


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 Oggetto del messaggio: Re: Fight Club 4, L'inizio
MessaggioInviato: dom feb 19, 2012 22:44 
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Lil Haska

Davanti a lei gloria,dominio e potere.
Dall'alto del Ratha, collina sudorientale di Valm Neira,si può contemplare la città nel suo splendore.
Per descrivere la scena facendo appello all'immaginario di un un uomo di superficie, potremmo ad esempio figurarci Matrona Sheyraen Yogheal'rimmyndi spalle, un piede leggermente più avanti dell'altro ed una mano appoggiata al fianco, col vento che gli scorre tra i capelli, sul suo volto un leggero sorriso compiaciuto; il paesaggio ai suoi piedi composto da una serie di piccole casette di campagna, qualche pascolo, un po’ di bestiame ed il sole al tramonto.
Ma noi non siamo umani e questa non è la superficie.
Siamo Drow, viviamo nell’Underdark.
Non c'è cielo, non c'è sole, solo una massiccia cupola di solida roccia scura sopra il nostro capo, le brezze di montagna lasciano posto a leggere correnti d'aria che scorrono spontaneamente tra i cunicoli sotterranei che giungono alla caverna. Non c'è luce a dominare il paesaggio, buio e flebile fluorescenza più o meno magica sono più adatti alle nostre retine. Nessun tetto a spiovente, qui non c'é neve, nessuna casetta di legno, la nostra vegetazione non è quella; i nostri sono palazzi scolpiti nelle stalagmiti e stalattiti o casette popolari nate dalla roccia.
Non ci sono animali al pascolo ma forse, se ci si volesse curare a cercare,si potrebbe trovare qualche schiavo incatenato al collo.
Questa è la nostra vita e qui si narrerà la nostra storia.

Quel panorama si stendeva letteralmente e simbolicamente ai suoi piedi.
Matrona Sheyraen Yogheal'rimmyn, Matrona del Primo Casato ed in quanto tale sovrana regnante, era sul punto di legare a doppio filo il destino della sua famiglia e quello della città, ed il filo, come sempre, proveniva dalla ragnatela della Regina Ragno.
Col rituale che si apprestava a celebrare avrebbe conosciuto il volere della Dea aracnide su questioni di suprema importanza e qualsiasi fosse la risposta della capricciosa Dea la sua ubbidienza sarebbe stata massima, come sempre. Lolth tlu malla.

Per incominciare il rituale divinatorio necessitava di pace, tranquillità ed un grande ammontare di energia magica, energia che sarebbe stata risucchiata direttamente dalla sua linfa.
Lil Haska, che in drowish significa semplicemente “il parlare”, ha dei ben precisi preparativi. Matrona Sheyraen è l'unica in città a convenire direttamente con Lolth; persino nel casato X'indress, secondo casato di Valm Neira e maestri divinatori, qualsiasi volere o dettame di Lolth viene trasmesso attraverso le temute Yochlol.
Godere di questo onore e predilezione è la pietra miliare su cui si fonda il potere del Primo Casato, Io Haska è perciò un rito sia privato sia pubblico: privato nel contenuto e pubblico nel simbolo di potere che gli si attribuisce. Non è una mera e semplice ostentazione di potere, ma è di Sheyraen la corona.

La scelta di quel luogo, il Ratha, aveva un semplice ma preciso motivo: la collina era la sede degli edifici più importanti della Acropoli e nelle sue vicinanze si ergevano i palazzi dei casati più importanti della città.
Come si diceva, Lil Haska è privata e pubblica e così, con una serie di veloci ed ormai automatici movimenti delle mani, la Yathallar intraprese i primi incantesimi di anti-divinazione, elementari alcuni, ma funzionali.
Poi in un crescendo di magia il suo corpo cominciò a risplendere di una pallida luce biancastra, dai pori della sua scura pelle l'energia in una sottile nuvola che la circondava, i suoi occhi scintillarono di piccole scariche elettriche.
Repentinamente una leggera brezza nacque dal nulla, prese a vorticargli intorno e levarla in volo; il vento magico la sollevò qualche metro,trasformandosi progressivamente in un vortice che la occultò alla vista.
Chiunque a Valm Neira avesse alzato in quel momento lo sguardo poteva vedere, sospeso in volo, un turbine pregno di luce e magia e ne sapeva il proposito.
Lil Haska era maestoso e impegnativo, ma soprattutto era funzionale: sospesa sopra la città, Matrona Sheyraen Yogheal'rimmyn avrebbe avuto un intenso ed intimo dialogo con la Dea stessa. Lolth le avrebbe detto molto e ancor di più le avrebbe ordinato. A lei avrebbe affidato la conoscenza e l’oneroso potere di compiere nel Sottosuolo il volere di Lolth.
Minuti, tutto durò pochi eppur lunghissimi minuti.

Alcuni in passato avevano provato a scrutare o interferire nel Haska, tutti senza successo; i più stupidi e deboli erano stati persino ridotti alla demenza dalla potenza sprigionata dal diniego congiunto della Matrona e la Dea.
Ormai quasi nessuno lo faceva, ma in molti, con ira, gelosia, bramosia o semplice curiosità osservavano quello spettacolo di forza ed eleganza.
Quando Sheyrean avesse terminato, avrebbe conferito nel Vhidqu'ell, la Casa del Caos, con gli altri sei casati: X'indress, Naustreea, Aadsk Barran, Yubeth, Vyolodren e Na'eluith; allora anche loro sapranno.

Quel giorno però, ad osservare con spiccata curiosità dalle loro sconosciute dimore in città, ci sarebbero stati anche coloro che rendono Valm Neira una città molto diversa da tutte le altre città drow: Muzedon e Imoterius.
Figure in uno stato dell’esistenza ignoto, a metà tra le divinità ed i mortali,su di loro si narrano le più incredibili storie. La loro origine ed il loro presente sono nel mistero. Contemporaneamente signori della città ed infinitamente distanti dalle faccende dei loro sudditi mortali,hanno consentito a Valm Neira di diventare la grande città che è oggi,grazie ad una sapiente unione di forze e inganno.

Imoterious, è il maestro e padrone di Ghinyrche'el, secondo volto della città, la Necropolis. Non-morti e Drow, due specie così vicine nella malvagità eppure così distanti nell'esistenza, hanno trovato in Valm Neira un luogo comune.
Valm Neira è una città dalla mescolanza unica,ma ben divisa da barriere invalicabili: così come i vivi non entrano nella Necropoli i morti non accedono all’Acropoli e probabilmente è proprio questa netta divisione a fare sì che l'unione della città sia duratura.

Di Muzedon,conosciuto anche come la Pantera del Caos, si sa ancora di meno e da alcuni è persino negata l’esistenza. Raffigurato talvolta come un grande felino nero, talvolta come un grande e muscoloso drow, è adorato da alcuni nella città al pari delle divinità, ma sempre privatamente.
Coloro che credono in Lui sostengono che il triumvirato Sheyraen, Muzedon ed Imoterius abbia persino osato portare gloriose campagne di guerra contro le divinità stesse, ma son tutte leggende risalenti a tempi antichi.

Antichi come il Torneo che,per volere di Lolth, sta per ricominciare.

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 Oggetto del messaggio: Re: Fight Club 4, L'inizio
MessaggioInviato: dom feb 19, 2012 22:51 
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Iscritto il: gio ott 11, 2007 11:40
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La giornata a Valm Neira non era ancora iniziata, ma qualcosa di nuovo stava per accadere e tutti ormai potevano percepirlo. Lo si sentiva nell’aria stessa. Persino la tenue luce del pennone magico che scandiva lo scorrere del tempo nella città, Ssussunandon, svettava da Sil'inqu'ell con una tonalità leggermente diversa, quasi fremente nell’anticipare la novità.
Furono in molti a scendere in strada prima ancora di mettersi all’opera. Artigiani che non avevano ancora aperto bottega, mercanti di strada, ma anche maghi, sacerdotesse e schiavi, tutti sentivano l’approssimarsi di qualcosa di molto importante, di un evento storico.
Piccole pattuglie di schiavi stavano infatti correndo su e giù per la città, affiggendo a muri, pali e a qualsiasi cosa potesse reggerlo, un manifesto. Grande, orgoglioso, carico.
E poi nello Shuk, ai cancelli e nei quartieri più poveri, una decina di piccoli palchi furono montati in mezzo a tutte le strade più importanti e di fronte a tutti i palazzi più frequentati. Nelle mani dei banditori, il manifesto esigeva esso stesso di essere declamato a gran voce, che tutti potessero essere al corrente dell’avvenimento di cui era latore.
Quando tutti i muri furono tappezzati, quando tutta la città si zittì immobile in attesa di sapere, curiosa ed eccitata, finalmente le voci dei banditori risuonarono con potenza e maestà. All’unisono, come fossero orchestrati da qualcosa di soprannaturale, lessero:


Immagine


La città era esplosa di eccitazione. Udendo queste parole e leggendo i manifesti, chiunque era stato informato dell’epico evento.
I giorni successivi non spensero l’ardore e l’esaltazione, tutti volevano sapere chi fossero questi Campioni, da dove venisse l’artefatto, ma soprattutto, quando sarebbero iniziati gli scontri.
Non si parlava d’altro nelle locande, al mercato, nelle accademie, per strada. Era vero che nella locanda V’driy si sarebbero accolte le scommesse? Era vero che nessun casato aveva scelto Campioni drow? E che dire della voce che affermava che tutti i perdenti sarebbero stati sacrificati a Lolth? Cosa sarebbe successo al Casato vincitore?
Finalmente il giorno dell’iscrizione era giunto, entro la fine della giornata, nuovi manifesti erano appesi in tutta Valm Neira. Ecco i nomi dei partecipanti ammessi.



Dalla superficie, i Campioni nominati sono:

Fahd Firas Hadi, combatterà per l’onore del Casato Sclekuv'ka.
Sirah Baelthas combatterà per il prestigio del Casato Silinrulkyn
Alexander combatterà per l’ambizione del Casato Teknil’vus
Ember combatterà il desiderio del Casato Ul-ilindithul

Dal sottosuolo, I Campioni nominati sono:

Raven Soullost combatterà per il nome del Casato Thaljindurnen
Hedbar Cloakshadow combatterà per il valore del Casato Ungue’fwi
Eugene McBrain combatterà per la gloria del Casato Ragar’i’dol

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 Oggetto del messaggio: Re: Fight Club 4, L'inizio [topic di narrazione e presentazi
MessaggioInviato: lun feb 27, 2012 11:57 
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Iscritto il: ven nov 03, 2006 18:16
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Il viaggio dalla superficie non era stato poi così difficile come si aspettava. Pensava che sarebbe stato costretto a dar fondo a tutte le sue capacità per non farsi notare. In fin dei conti si era diretto in un mondo dove essere subdoli e diffidenti erano le prime cose da imparare. Si era diretto nell'Underdark. Ma l'esperienza insegna tante cose. In una realtà dove cambiare aspetto non è poi così difficile, l'abito faceva ancora il monaco ed a McBrain era bastato un travestimento illusorio per passare inosservato.
Aveva trascorso buona parte del viaggio con dei duergar esploratori dirottandone il percorso fino a farli incappare "casualmente" in uno dei cunicoli che portava a Valm Neira,la città drow sua meta finale. Da quel punto in poi gli era bastato aspettare lo scontro con i suoi cittadini ed entrare con il gruppetto di esploratori drow, sotto le spoglie di uno dei loro caduti.
Aveva fatto quel viaggio perchè aveva sentito parlare del fight club,di quel particolare torneo dove venivano riuniti potenti combattenti provenienti da ogni dimensione. Aveva pensato che sarebbe stato divertente partecipare ed iscriversi non lo riteneva un problema. Ed ora era li,seduto al tavolo di un locale piuttosto pittoresco per i suoi gusti. L'esperienza gli aveva appena donato un'altra chicca. McBrain aveva appena fatto un'interessante chiccherata con un rappresentante. .. atipico dei drow che gli aveva proposto un altro motivo per restare, un altra giostra nel luna park che era per Eugene quella città.
Ma il torneo era iniziato e la maschera di drow aveva fatto divenire McBrain il campione di uno dei casati concorrenti. Lui era nella lista,ed era stato chiamato a combattere.
«Comincia il divertimento»

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 Oggetto del messaggio: Re: Fight Club 4, L'inizio [topic di narrazione e presentazi
MessaggioInviato: mar mar 06, 2012 00:04 
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Era una mattina come tante altre.
Quando Alexander e suo padre giunsero in prossimità della città che avrebbe ospitato il torneo, ad Alexander gli fu impossibile trattenere una domanda:
"Padre perchè non ci siamo teletrasportari direttamente in città?"
Il padre fece un lieve sorriso dovuto all'ingenuità del figlio e poi rispose:
"Beh è un modo per non dare troppe informazioni di se agli avversari"
Ricevuta la risposta abbastanza esauriente, i due si rimisero in cammino.
Una volta entrati in città Alexander si trovò davanti ad uno spettacolo meraviglioso, non aveva mai visitato una città Drow tanto meno una cosi maestosa, dopo i primi attimi di stupore ritornò a camminare affianco al padre.
Se pur la città lo affascinava molto le persone che la abitavano erano per lo più i soliti bigotti, di fatti mentre visitavano la città dirigendosi al luogo dell'iscrizione Alexander sentì più volte commenti riguardanti suo padre che di certo non passava inosservato agli occhi della popolazione che era alla ricerca dei partecipanti al Fight Club, molti facevano commenti e si rivolgevano domande sul perchè un partecipante avrebbe dovuto portarsi il proprio figlio o un apprendista in così giovane età, e questo infastidiva molto il ragazzo che avrebbe voluto rivelare che il partecipante era lui.
Alla fine giunsero al luogo dell' iscrizione e una volta iscrittosi Alexander si girò verso suo padre e disse:
"Grazie di avermi accompagnato fin qui papà, ora puoi andare, il tuo dovere ti aspetta"
Al che il padre rispose:
"Va bene, ricorda è solo una prova tuttavia dai il meglio di te e rendimi fiero!"
I due si abbracciarono e poi il padre se ne andò, il cuore di Alexander era colmo di malinconia in quel momento, non si era mai staccato dai suoi genitori per così tanto tempo come stava per fare adesso, ma sapeva anche che doveva dimostrare al padre di essere pronto a prendere il suo posto in futuro, così la malinconia si trasformò in grinta, voglia di fare, desiderio di vincere!

_________________
Per quanto uno ci provi la perfezione è irraggiungibile, di fatti l' uomo può solo cercare di avvicinarcisi il più possibile


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 Oggetto del messaggio: Re: Fight Club 4, L'inizio [topic di narrazione e presentazi
MessaggioInviato: mar mar 06, 2012 21:03 
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Iscritto il: mer dic 28, 2011 17:32
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Località: Montemurlo (Prato)
Ember

Ricordo ancora il giorno in cui un drow, una creatura del sottosuolo, incrociò per la prima volta la mia strada: allora ero solo un novizio del Tempio degli Zeloti della Parola Scritta ma la perfezione del suo corpo, la rapidità e potenza dei suoi attacchi mi colpirono in maniera molto importante. Vedere una creatura fondere alla perfezione sapere monastico con il sapere arcano mi segnò profondamente: io, che non avevo mai visto i miei Maestri all'opera, vidi un vero Maestro esibirsi. La sua tecnica era perfetta, un connubio di agilità e grazia che lasciavano i suoi avversari sconcertati e increduli. E' stato quel giorno che ho promesso a me stesso che, quando mi sarei ritenuto pronto, sarei sceso nel sottosuolo per misurarmi con altri Maestri drow, per migliorare la mia tecnica di combattimento e mettere alla prova il mio sapere arcano.

Da quel lontano giorno sono trascorsi moltissimi anni, anni passati ad affinare il corpo ma soprattutto la mente, perchè come dice il credo di Deneir è la mente che ha sempre la meglio sul corpo. Una mente acuta e ben addestrata può anche risidere in un corpo fragile ma non verrà mai sconfitta. Ci sono voluti anni per riuscire a padroneggiare molti segreti arcani, eppure sento che il mio addestramento non è perfetto, che ho ancora molto da imparare da quel punto di vista, lo capisco anche durante l'allenamento quotidiano. La mia mente a volte si distrae e le parole nel linguaggio della magia fino ad un attimo prima così chiare e nitide, sembrano sciogliersi di fronte ai miei occhi come neve al sole, facendomi così perdere la necessaria concentrazione.

Dopo anni di sacrifici e duro addestramento è finalmente giunto per me il momento di uscire dal Tempio della Parola Scritta e di vedere il mondo; ho visitato Candlekeep, i cui segreti mi sono però ancora oscuri, e Baldur's Gate, dove il mio bagaglio di sapere arcano ha potuto incrementarsi. Mi sono infine diretto verso l'accesso al sottosuolo a me più vicino e li, per volere di Deneir, ho incontrato un gruppo di drow. Convinti di poter avere vita facile contro un "sudicio umano solitario" si sono scagliati contro di me come un sol uomo ma hanno fatto male i loro conti: il potere della Parola Scritta è forte dentro di me e la mia mente non vacilla ne si distrae, per loro non c'è scampo. La forza dei miei colpi è devastante e lo scontro ha ben presto fine: i drow sono tutti a terra privi di sensi ma vivi. Non sono certo un assassino e non uccido per diletto.

Un altro drow però compare all'improvviso davanti a me.

<<Combatti bene per essere un umano>> esordisce l'elfo scuro <<Il mio Casato sta giusto cercando un Campione che lo rappresenti in un torneo che si svolgerà nel sottosuolo tra pochi giorni: che ne dici, umano? Te la sentiresti di rappresentare il mio Casato?>>

E' incredibile come la volontà di Deneir si manifesti certe volte: Lui, che conosce certamente la promessa che ho fatto a me stesso, mi ha messo davanti la possibilità di mantenerla. Senza esitare, accetto di rappresentare il Casato Ul-ilindithul, uno dei casati minori di Valm Neira, la città drow.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fight Club 4, L'inizio [topic di narrazione e presentazi
MessaggioInviato: sab mar 31, 2012 16:16 
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Iscritto il: gio ott 11, 2007 11:40
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Il tutto rasentava la perfezione e Lolth ne sarebbe stata felicissima.
La grande operosità con cui Akoraynel X'indress stava organizzando il torneo era il miglior tributo che una Yathrin della sua portata poteva fare alla Dea. Aldilà di qualsiasi preghiera o rituale, lo svolgere alla perfezione un volere così esplicitamente espresso di Lolth era il più grande degli onori.
Figlia terzogenita della prima matrona del casato X'indress, la sua vita era stata destinata sin dalla nascita ad un grandissimo destino e la ben riuscita del torneo avrebbe potuto segnare il suo primo importante passo verso la gloria.
A sua volta, una soddisfacente riuscita del torneo sarebbe stata fondamentale anche per il prestigio e l'importanza della sua famiglia tutta. Era per questo che sua madre si era battuta così fortemente in senato per far assegnare quel ruolo a lei; era per questo che la devozione verso sua madre e verso il suo ruolo doveva essere massima.

La responsabilità della mansione da qualche settimana la stava logorando fisicamente; gli innumerevoli impegni a cui si era devota, dai più basilari ai più onerosi, la stavano prosciugando. Chi gli era vicino sapeva che aveva cominciato a trascurare il cibo e il sonno.
Quando non era indaffarata dagli infiniti impegni che si era preposta, occupava i pochi momenti d'ozio alla meditazione.
Così per ore si racchiudeva nella sua scarna stanza privata e circondata da una nuvola d'incensi martoriava la sua mente e il suo fisico nello sforzo della divinazione. Impiegando tutta la magia di cui era maestra, la domanda che si poneva era sempre la stessa: “Sto facendo bene?”

Nonostante tutto, nonostante la stanchezza e nonostante l'ormai evidente smagrimento delle proprie carni, non c'era un singolo drow che camminasse su Valm Neira a testa più alta e più raggiante di lei.
Le sua precaria situazione fisica si contrapponeva al suo splendido umore che si rifletteva su chiunque avesse a che fare con lei e, in naturale conclusione, sul torneo.

Tutto stava andando benissimo, lei lo sapeva, lo aveva “divinato” e lo vedeva.
Se la città aveva accolto efficientemente la massa di stranieri richiamata dal torneo era anche merito delle sue concertazioni con le guardie cittadine.
Se in città non c'era ancora stato un massacro di stranieri delle più ignobili razze era dovuto infatti al ferreo controllo da lei orchestrato.
Una politica alta dei prezzi aveva tenuto la plebaglia lontana dall'arena che si era ugualmente riempita per il primo girone di scontri con le più belle ed importanti figure aristocratiche della città.
L'estetica dell'arena era stata completamente ripensata per l'occasione: drappi porpora e nero adornavano gli interni e gli esterni dell'anfiteatro con figure tutte volte agli onori della regina ragno. Le pareti delle scalinate che portano agli spalti erano state dipinte con gloriosi affreschi; per farlo erano stati convocati in città artisti provenienti da altri piani dell'esistenza. Questi esseri umanoidi, dalle vaghe sembianze drowish, erano in grado di eseguire raffigurazioni ultraterrene mediante l'utilizzo d'ossa, sangue e secrezioni viscerali dalle più svariate razze e creature. Esseri profondamente malvagi furono accolti in città per eseguire gli impressionanti dipinti ma, con la sorpresa di tutti, lasciarono immediatamente la città previo equo pagamento, con gli stessi mezzi magici con cui erano giunti.
Le opere che si lasciarono dietro godevano di una magia aliena capace di ispirare una frenesia di sangue in chiunque le osservasse. In nessun posto sarebbero state più adatte che in una arena di mortali scontri.
Infine, come ultimo tributo, Akoraynel dispose che venissero scolpiti tre enormi piedistalli all'ingresso principale di Streeatul e che su di essi i migliori artigiani schiavi della città scolpissero le effigi dei precedenti vincitori del Fight Club.

Tutto riusciva alla perfezione, tutto andava a gonfie vele, la prima giornata di scontri era finita; mentre la maggior parte della folla defluiva dai numerosi portoni dell'arena, Akoraynel decise di fare il giro posteriore, per assicurarsi che le squadre di schiavi si stessero muovendo per fare le adeguate pulizie.
Trattenutasi qualche minuto per controllare l'arena e per ammonire più o meno minacciosamente il capo-schiavo si dispose a lasciare stancamente come ogni giorno Streeatul. Un pungente mal di testa la attanagliava da una buona mezz'ora e non vedeva l'ora di arrivare al palazzo di famiglia.
Discese a passo tranquillo gli ultimi gradini che l'avrebbero portata verso la strada principale dello Shunk.

Dal nulla, improvviso e veloce il dolore dietro ai suoi occhi si fecce più acuto, costringendola a fermare il proprio passo e portarsi le mani alle tempie. Come se degli aghi gli fossero cresciuti improvvisamente dentro la sua testa non era in grado più di aprire l'occhio destro dal dolore.
Essendo figlia della divinazione sapeva di dover correre a casa, in fretta.
Numerose persone popolavano le strade ancora e più di un curioso si girò verso di lei, notavano le sue gestualità doloranti e il suo improvviso affrettare il passo non passò inosservato.
Fu ancora molto più difficile da ignorare, da chiunque compresa la Yathrin, il turbine rosso che si formò dinnanzi a lei; il terreno prima opaco e liscio ora si contorceva di un tenue bagliore rossiccio. In una sottile spirale i colori di tonalità rosse e dorate cominciarono a vorticare sempre più velocemente fino a cominciare a bruciare.
La spirale emanava un fuoco del tutto innaturale e diversi curiosi si avvicinarono ad osservare,
Akoraynel X'indress con una mano premuta sul occhio destro e coll'altro semichiuso si avvicinò, di un singolo passo alla volta.
Un ruggito proveniente dall'evocazione risuono nella pietra, e una minaccia si udì chiara.

“Ora tu devi pagare”

Una sottile colonna di puro fuoco salì perpendicolarmente dal centro della spirale, sottile e dritta si alzò per qualche metro. Akoraynel intuiva di doversi proteggere, come un sesto senso che le implorava di andare via, ma non fu abbastanza veloce.
Come una frusta la colonna colpì la gamba destra della drow afferrandola dalla caviglia. Lei pensò a lanciare un incantesimo protettivo per il quale quella mattina non aveva pregato e provò allora con uno di fondamentale teletrasporto, ma il dolore alla gamba e alla testa non gli permisero di concluderlo.

Con uno strattone violento Akroraynel fu buttata a terra e trascinata dentro la spirale, il suo grido di dolore lo sentirono tutti i presenti in un grande raggio. Testimoni increduli ne rimasero a decine, ma nessuno si mosse per difenderla e alla fine tutto ciò che rimase di lei, del vortice e della frusta di fuoco furono il risuonare di quel grido disperato ed un nauseabondo odore di carne bruciata.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fight Club 4, L'inizio [topic di narrazione e presentazi
MessaggioInviato: dom giu 17, 2012 10:32 
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Iscritto il: mar set 06, 2011 14:09
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Hedbar Clockshadow

Finalmente era arrivato, lo gnomo aveva percorso un lungo viaggio per arrivare alla città di Valm Neira , dentro di sè covava vendetta e non vedeva l'ora di poter dare inizio ai suoi piani...

Lo gnomo era originario di Blingderstone , città distrutta dai drow di Menzoberranzan pochi mesi dopo la sua partenza.
Aveva intrapreso un viaggio alla scoperta della magia , non una magia comune però , quella che traeva potere dalla Trama D'Ombra e quale posto migliore se non la città di Shade poteva dargli quello che lui cercava... Questa storia però è vecchia di anni e ben poche persone ne sono a conoscenza.

Hedbar non si interessò gran che di quello che poteva offrire la città , cercò subito una sistemazione e le informazioni necessarie per iscriversi al torneo , odiava quelle maledette creature dalla pelle color ebano , ma tutto questo era necessario per il compimento del suo grande piano di vendetta... che avrebbe portato a termine ad ogni costo.

_________________
"Beati gli smemorati...perchè avranno la meglio anche sui loro errori"


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